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DIARI DI VIAGGIO E RACCONTI SULLA THAILANDIA:

 

Storie raccontate da voi utenti : navigatori del web, del mondo e della Thailandia sopratutto, che del mondo rappresenta un bell' esempio. Ogn'uno di questi racconti che si basa su storie vere avvenute in Thailandia e diari di viaggio sulla Thailandia ci puo' arricchire sia nell'esperienza che emotivamente, avvicinandoci di piu' a quello che e' l'esotico mondo del sud est asiatico thailandese.

 

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INDICE DIARI DI VIAGGIO E RACCONTI SULLA THAILANDIA

 

DIARIO DI VIAGGIO A BANGKOK

MAI PEN RAI : VIAGGIO IN THAILANDIA

GLI ANGELI DI BANGKOK

NOI E MIKE

IO ED IL SIAM

IL GIANNI

L'ARMANDO

L'UOMO DELLA NOTTE

DEDICATO AI VENTENNI

DA PHUKET ALLE ISOLE CONFINANTI LA MALESIA

BANGKOK , BALI , LOMBOK

THAILANDIA LAOS E CAMBODIA

IL DIARIO DI IVAN IN THAILANDIA

THAILANDIA, BANGKOK E PHUKET

 

ALTRI DIARI DI VIAGGIO

 

 

Una chiave di lettura della Thailandia : in tutto il mondo esiste l'ipocrisia e cosi' anche in Thailandia a volte.

Ma un giorno mentre sarete in vacanza in Thailandia verra' qualche italiano magari residente in loco a raccontarvi di quanto i thailandesi siano falsi e bugiardi come i loro sorrisi.

Non credete loro! O se volete farlo andate nei posti in Thailandia dove cio' e' quasi sempre vero: nei bordelli, nei go-go bars e nei quartieri del turismo sessuale. Questi luoghi sono fatti per il divertimento e non per i coinvolgimenti sentimentali. Con le dovute eccezioni , si intende: quelle che confermano la regola, pero' restano sempre e soltanto eccezioni.

Capita che a volte si venga in Thailandia con l'idea di poter comprare anche i sentimenti della gente e si va in contro a delle grosse delusioni.

 

Alla Thailandia ho dato qualcosa di me e ho ricevuto in cambio tutto quello che avrei mai potuto desiderare da un popolo, da un Paese, dalle persone che mi circondano.

 

Fate tesoro delle esperienze degli altri ma alla fine giudicate soltanto con i vostri occhi: la Thailandia e' un Paese meraviglioso dopotutto.

 

Pablo Inchingoli

l'amministratore di Thailandia Web

da Bangkok

 

 

Diario di viaggio a Bangkok

Bangkok : la citta' degli Angeli.

 

i fiumi a bangkok attraversano anche il centro della città

 

Bangkok 2005. Sorridere a volte è l’arte di amare e a volte quella di essere superiori alla sofferenza. Farlo sinceramente significa avere un elevato livello di compatibilità e di armonia con il mondo circostante, dunque riuscire ad entrare in simbiosi con esso.Il percorso evolutivo dei nostri sentimenti,la loro genesi e l’intelligenza emotiva stessa sono scritti indelebili nella sua forma ed arte.
Bangkok fu per me la scoperta della sua magia:la prima volta che qualcosa di una semplicità così disarmante si traduceva per me in una lirica così ammaliante, come se le appartenessi già più di quanto quell’esperienza fosse mia,come se le sirene chiamassero Ulisse.
Lungo le strade di Bangkok si affannava il traffico imperterrito delle macchine stile occidentale tutte uguali e dei tuktuk , piccoli taxi caratteristici a tre ruote, dotati solo di un piccolo tettino di riparo dal sole.Ed intanto il caldo rendeva tiepida la mia pelle, umida ed impiastricciata fino a quando non mi immergevo di nuovo al fresco dell’aria condizionata in uno degli enormi centri commerciali.Le grandi piazze poi non erano mai colme abbastanza di gente, che le attraversava e sgorgava a flotte dagli altopassaggi dello skytrain, in una sorta di fretta che non scadeva mai nel nevrotico.

 

grattaceli sconfinati sono innalazati in tutta BangkokUna commistione di tecnologia ed avanguardia quasi in perfetta sintonia con le piccantissime pietanze tradizionali trasbordanti dai chioschetti che finiscono inevitabilmente per confondersi con l’arredamento urbano.

Dalla pace dei templi buddisti a tutto quel tram-tram che si distraeva solo pochi istanti dalla propria laboriosità per regalare di fronte alle luccicanti statue della divinità qualche aranciata, coca-cola o frutto casomai gli venisse pure fame. Si svoltava allora per i vicoli delle mille bancarelle disseminate un po’ ovunque in cui si compra tutto a buon prezzo se si sa trattare.

E già perché i thailandesi sono abili mercanti: sembra quasi che abbiano praticato la professione nel corso di parecchie reincarnazioni.Chi invece non veniva proprio da quella metropoli era qualche simpatico elefantino di campagna, ammaestrato a fare le riverenze soprattutto se incentivato da qualche golosa nocciolina o banana.E allora si vedeva il cucciolo alzarsi come in piedi quasi volesse scalare uno di quei mastodontici complessi di cristallo che lo accompagnavano lungo il suo insolito tragitto. Capitava così di gustarsi la scena,magari scorgendo il tutto sprofondati in una comoda poltrona di un thai massage, in cui una schiera di ammiccanti massaggiatrici t’avevano con insistenza invitato ad entrare per dedicarti un’ora o due di puro relax.

 

Così si faceva sera e le strade di Bangkok cominciavano a brulicare di luci di ogni tipo: da quelle sommesse e meno invadenti dei negozietti che accompagnavano la passeggiata, simili forse agli ambienti caldi dei locali notturni da cui non distavano molto, fino a quelle vivide e asettiche dei bar più moderni .Tutto dava l’impressione di una città che se di giorno è sveglia la notte si accende.E si accende appunto di vita notturna in lussuose discoteche in cui tra un drink e l’altro si sorseggiava pure la raffinatezza degli abiti da sera delle giovani clienti .La serata scivolava così, dolcemente fino alla chiusura dei clubs e il taxi poi,che percorreva la città finalmente silenziosa e sgombera, lasciava quel margine di spazio alla mente per divagare sui mille modi di essere di quel mondo forse ritagliato ad immagine e somiglianza dei tanti volti del Buddha.

Un altro giorno era finito ma soltanto dopo che quello successivo aveva già cominciato il suo ciclo.


Ma il tempo sembrava non scorrere affatto e lasciare tutto invariato come in una sfera di cristallo:così la solita gentilezza ed accoglienza della gente faceva di me,un viandante delle strade del mondo,un vagabondo qualsiasi.

Non importava più dove andare quanto piuttosto che tutto ciò,ovunque esso fosse, continuasse a venire da me.

 


piscine meravigliose all'interno dei grattacieli di BangkokNon mi chiedete che avesse di speciale quella gente perché soltanto dei miei ricordi potrei parlare come quello di una sera quando ai piedi di un grattacielo, con l’acqua di una lunga vasca che si increspava in piccole onde sottili e leggere come barchette di carta ,la mia vista si perdeva nei capelli lisci e neri, sparpagliati dal vento e confusi, di una ragazza ,che formavano nel buio come una tinta unica di seta e meraviglia.

Non chiedetemi se quel momento fosse qualcosa di estemporaneo perché il suo tempo io vivo ancora e abbraccio senza fine forse più di quanto abbia fatto allora.Non chiedetemi che cosa significasse quella notte quando non distinguevo le carezze del vento dalle sue e di quegli occhi non mi stancavo mai di leggere la poesia, perchè i baci mi hanno tolto il fiato per aggiungere altro.
Se invece qualcuno mi chiedesse se Bangkok sia o meno una bella città gli risponderei che da un punto di vista architettonico ed estetico forse non lo è, ma è bella dentro perché a dispetto delle sue enormi dimensioni, vivendola non avremo mai l’impressione di essere un numero tra i numeri,quella sensazione di dispersione e qualunquismo che caratterizza sempre di più i grandi agglomerati urbani.

Una sorta di contraddizione:come se venendoci incontro in realtà non facessimo che allontanarci.
 

E penso alla difficoltà di amare, tipica della nostra società moderna che assomiglia tanto alla difficoltà di conservare integra la saggezza dei nostri istinti. Qualcuno sostiene che forse corriamo troppo senza sapere esattamente dove andiamo:che la ricerca continua della sofisticazione non si attagli proprio all’individuo come il progresso si addice alla società? Lo stesso sviluppo daltronde ha i suoi costi tra i quali a volte il sacrificio della propria individualità per la collettività e lo scambio reciproco di emozioni verso qualcuno in particolare : ma questa è un’altra storia.

Una storia degli stessi tempi certo,ma di altri costumi che a Bangkok ancora non si racconta nè si conosce veramente.
So accontentarmi di poco dopotutto:a me basta un sorriso che sappia essere molto di più di se stesso,come ancora avviene appunto camminando nei mercatini tra la folla e la confusione di 7 milioni e mezzo di anime o guardando oltre le vetrine della
città degli angeli.

 

Di Pablo Inchingoli da Bangkok

 

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