Hotels Thailandia

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IO ED IL SIAM

La prima volta che misi piede in Thailandia fu nell'agosto del 1991 a Patong Beach, volai da solo, reduce da una delusione amorosa con una ragazza italiana, qualcuno mi disse che avevo bisogno di relax e, mi fu detto, un posto adatto a quello che era il mio stato d'animo era proprio l'isola di Phuket.
Avevo 24 anni all'epoca e non mi ero mai spinto così lontano, avevo girato un po' l'Europa avevo fatto a tempo a lascira il cuore in Olanda, ma nulla di più, non avevo neanche il passaporto e dovevo farlo in fretta visto che era la fine di maggio e le mie ferie cascavano in agosto, non avevo la più pallida idea di dove fosse la Thailandia e non fu neanche facile trovare un pacchetto per quel mese, troppo lontano, mi serviva volo e albergo, era la prima volta e confesso avevo un po' di timore, l'essere sicuro di avere l'albergo prenotato al mio arrivo, mi lasciava quantomeno più tranquillo.
Mi imbarcai sul 747 della Thai destianzione Bkk, in un paio d'ore ci trovammo a notte fonda, non si vedeva nulla dal finestrino qualche lampo ogni tanto dava la sensazione che stavamo sorvolando un temporale, ancora non sapevo a cosa stavo andando incontro, credevo fosse una semplice vacanza, ancora non sapevo che quel viaggio sarebbe stato il primo di una interminabile serie di viaggi e di incontri che cambieranno in maniera netta e radicale la mia vita ...
Aereo Thai Airways atterrato a Bangkok... era l'alba a Bangkok, il volo della Thai finalmente arrivò a destinazione, ero stanco volevo farmi una doccia, sdraiarmi su un letto ma soprattutto mangiare, invece non era ancora finita, mi spettava un 'altra ora e 15 minuti di volo per arrivare a Phuket.
Tra la folla in aeroporto, vidi un cartello della Atitur con scritto il mio nome, ad aspettarmi c'era un tipo buffo che mi prese subito la valigia e mi fece salire su un mini bus, la strada era in alcuni tratti asfaltata e in altri sterrata, attraversammo alcuni villaggi ... , quelli che oggi, 13 anni dopo, sono veri e propri paesi ai bordi di una superstrada dove il limite di velocità è 100 km all'ora e dove le case sono di cemento e mattoni, mentre prima, erano palafitte in legno e dove al massimo potevi transitare a passo d'uomo tra le buche di un sentiero in terra battuta, e ai bordi potevi ammirare bambini che tenevano in braccio polli e galline e donne che tenevano sulle spalle cesti pieni di strani frutti tropicali che avrei avuto modo di assagiare più avanti.
" MI PIACE " pensai, era come essere dentro ad un documentario, tutto intorno vedevo solo palme e vegetazione tropicale, volevo, sentivo l'assoluto bisogno di entrare in contatto con quella gente, che ammiravo dal minibus, che non conoscevo, che non avevo mai visto prima, ma che mi affascinava sempre più e che, ogni minuto di più, mi faceva dimenticare da dove venivo, e credetemi, avevo già dimenticato il mondo occidentale.
Patong Beach il lungomareA Patong conobbi subito un gruppetto di italiani arrivati alcuni giorni prima, con i quali mi ritrovai a mangire una specie di pizza in un ristorante italiano, a parlare di calcio e di quanto fosse facile rimorchiare una ragazza in Thailandia, io ascoltavo, ero pronto a cogliere ogni piccolo particolre, anche se dentro di me credevo si trattasse delle solite leggende turistiche e di quanto invece sarebbe satato indispensabile cercare di evitare il classico due di picche che li come in Italia era sicuramente in agguato.
... Mi sbagliavo.
Dopo cena optammo per la discotelca, il Banana, l'ingresso era 90 bath con la cosumazione, appena entrati, uno dopo l'altro i miei nuovi amici sparirono con relative fanciulle, mi trovai ben presto solo, così come ero arrivato, "e ora che faccio????" pensai , avevo in mano il biglietto della consumazione, così la prima cosa che mi venne in mente era di ordinare una Singha , mi sedetti du uno sgabello in bamboo vicino al bancone del bar, fu li che conobbi ... EM.

... dolcissima Em, nonostante tutto però rimase solo una piccola meteora nella mia lunga esperienza in Thailandia, passai il resto della vacanza, tra la piscina dell'hotel, la discoteca Banana e i barettini di una Soi Bangla che stava diventando velocemente una piccola Pattaya, tutto era ancora agli inizi a Patong, ricordo che il lungomare non era neanche asfaltato del tutto, e la sabbia arrivava fin sulla strada dove transitavano solo tuk tuk o vecchi motorini scassati, i baretti erano in legno addirittura alcuni avevano il tetto in paglia, altri erano in cemento, ma non esistevano televisione o frigoriferi, le bevande erano tenute in grossi contenitori termici pieni di ghiaccio, le ragazze erano quasi tutte vestite con gonnelline nere e canottiere nere ricordo che il nero prevaleva come colore nel loro abbigliamento, è un particolare stupido da riportare, lo so, ma ricordo che mi rimase impressa queta cosa, il colore prevalente nel loro abbigliamento era il nero.
Patong Beach la discoteca BananaEm mi tenne compagnia durante la mia prima esperienza a Phuket, di giorno però spariva andava a casa per poi ricomparire la sera al Banana, mi aspettava davanti all'uscita del mio hotel che poi era a pochi metri dalla discoteca, alle nove di sera era sempre li in piedi nella penombra con il suo sorriso che si accentuava ogni volta che mi vedeva arrivare, mi metteva coraggio il suo sorriso, mi faceva stare bene ero tranquillo con lei, anche se ancora non sapevo che quello era niente rispetto a ciò che sarebbero state le mie esperienze negli anni a venire, ma come potevo saperlo, ciò che ero determinato a non commettrere era l'errore di innamorami di lei, ero reduce da una esperienza andata male con una ragazza italiana e non l'avevo ancora dimentica, non ero predisposto ad innamorarmi, non ancora almeno, quando partii per l'italia decisi quindi di non chiderele l'idirizzo, sapevo che non l'avrei ricontatttata, anche se poi mentre il volo per Bkk si alzava da terra e mi dava la possibilità di vedere ancora per una volta le verdi colline di Phuket, un po' me ne pentii, ma forse era meglio così, ero stato bene con lei, ma non ero soddifatto della mia vacanza, troppo turistica, troppo da occidentale, mi resi subito conto che non mi ero integrato con nessun Thai, se qualcuno mi avesse chiesto qualche cosa circa i thailandesi, io non avrei avuto argomenti, ero deluso, improvvisamente, ricordo bene, fui colpito da una profonda tristezza e delusione, non avevo ancora lascito il regno, e già mi mancava tutto, mi mancava tutto ciò che non avevo scoperto, feci una promessa a me stesso, sarei ritornato in Thailandia non appena mi fosse possibile, di questo ne ero praticamente certo, ma non per trovare Em, ma per trovare tutto ciò che non avevo trovato nel mio primo viaggio alla scoperta di quello che una volta era il SIAM.
Aeroporto di Bangkok un anno dopo ... decisi che era giusto prima di tornare a Phuket conoscere per lo meno la capitale della Thailadia, mi sarei fermato tre notti a Bangkok, per poi proseguire per Phuket e fare l'ultima settimana qualche notte anche a Samui. Ancora una volta avevo commesso l'errore di fare un pacchetto volo più albergo, del resto avevo passato solo 12 giorni della mia vita in Thailandia, come ripromessomi una anno prima, ritornai, ma ero solo e ancora una volta la consapevolezza di avere un albergo prenotato al mio arrivo mi lasciava più tranquillo.
Bangkok era terribile, all'epoca non esisteva quella superstrada sopraelevata che c'è adesso, non esisteva il metro e il traffico era infernale, bastava camminare pochi minuti per starda che lo smog ti entrava in gola, la bocca diventava amara, e la pelle diventava subito appiccicaticcia, caldo umido e smog si impreganvano tra i capelli e nella pelle, mi domandavo come fosse possibile viere in un posto simile, per fare pochi chilomtri ci volevano anche tre ore di taxi, almeno l'albergo era tranqillo e molto elegante, ma non era mia intenzione rimanerci a lungo.
Bangkok il mercato galleggianteDopo aver visitato il mercato galleggiante e il palazzo reale con relativo tempio dove riposa l'enorme statua del buddha dormiente, ricevetti l'ennesia delusione, tutto troppo turistico, tutto improntato al business, ricordo quando entrai nell'enorme giardino che costeggiava il palazzo reale e i relativi templi, trovai all'ingresso una folla di turisti giapponesi, erano numerosissimi, appena scesi dal taxi mi si avvicinò una vecchia signora thai che voleva assolutamente convincermi a comprare delle sete o cose simili, le dissi senza troppi indugi che ne avremmo parlato più tardi alla mia uscita dai templi, rimasi all'interno per alcune ore, credo tutta la mattinata, quando uscii lei era li ad aspettarmi, appena mi vide mi corse incontro e mi fece capire che le avevo promesso qualche cosa, bhè che potevo fare, per pochi soldi comprai un foulard di seta o finta seta che pensai di regalare a mia madre al mio rientro in Italia.
La notte a Bangkok era incredibile, ricordo che alloggiavo al Thai Pan hotel nei pressi di Soi Cowboy, una mini patpong, con le stesse attrazioni ma molto più vivibile, entrai per la prima volta in un gogo, ero incuriosito ed estasiato alla vista di tante fanciulle che ballavano in bikini, le vedevo sorridenti e sembrava si divertissero a scherzare tra di loro e con i vari clienti.
Dentro al gogo una cameriera mi chiese dove volevo sedermi, io optai in un divanetto lontano dalla pedana dove le ragazze salivano per ballare, ordinai una Singha e pochi minuti dopo arrivò una ragazza molto carina, senza indugiare mi si sedette a fianco facendomi chiaramente capire che era interessata a passare con me il resto del suo tempo....
io in un primo momento non avevo nulla in contrario, anzi era anche molto carina, ma dopo il quinto o sesto drink che si ordinava da sola a mie spese, capii che era il caso di cambiare aria, anche perchè lei ordinava ma non beveva, e con scuse molto improbabli trovava sempre un motivo per ordinare una nuova cosumazione, decisi di andarmene ricordo che mi chiese di portarla con me , ma il modo di fare all'nterno del locale non mi era piaciuto per niente, non aveva nulla a che vedere con Em, la ragzza che conobbi l'anno prima a Phuket, quindi tornai in hotel da solo dopo aver pagato un conto al quanto salato in quel locale ma con l'entusiasmo di voler affrontare il resto della vacanza senza altri intoppi.
A Bangkok non accadde nient'altro che fosse degno di nota, mentre ero in volo per Phuket cominciò a salirmi uno stato di ansia e di emozione forte, stavo tornando a Phuket, avevo aspettato un anno ma ero di nuovo li, mi sentivo addosso una felicità indescrivibile, ero ancora a Phuket ed ero felice come un bambino.

Arrivai finalmente a Patong col solito minibus che come da programma mi aspettava in aeroporto, ero eccitatissimo e allo stesso tempo stupito nel vedere quante cose erano cambiate in soli undici mesi, Patong beach era in pieno fermento, automobili, motorini, hotel costruiti a tempo di record, incredibile pensai, da noi in Italia per costruire un cavalcavia ci impiegano anni, mentre qui in pochi mesi hanno trasformato la spiaggia in una piccola Rimini.
Confesso che la prima cosa che feci nella prima notte a Patong fu quella di andare dritto dritto al Banana, dentro di me avevo il desiderio di rivedere Em, ma la mia ingenuità di piccolo farang inesperto mi accecava, come potevo essere certo di rivedere Em dopo undici mesi ancora al Banana ???? Infatti rimasi deluso, Em non era più li e di lei non ne seppi più nulla. Ordiani la solita Singha, ma non rimasi dentro a lungo, volevo andare a scoprire più da vicino la Soi Bangla, dove l'anno prima Em mi accompagnò qualche volta, ma dove prontamente, dopo il primo drink mi prendeva per mano per portarmi in discoteca, "qui è meglio..." mi diceva e cominciava a ballare sempre tenendomi per mano, improvvisamente scoprì che mi mancava Em.
Patong Beach Soi BanglaStare al Banana mi metteva un po' di nostalgia, avevo passato troppe belle serate con lei, e ora mi sentivo improvvisamente e inspiegabilmente solo, quindi mi diressi verso la Soi Bangla. Dopo aver camminato per una cinquantina di metri in una totale penombra e dopo aver schivato un paio di lady man che approfittando del buio mi volevano invitare a chissà quale party notturno, ma dalla voce tutto sembravano fuorchè dolci fanciulle, sbucai in Bangla Road, era illuminata a giorno, macchine e moto andavano ovunque, all'epoca era ancora a doppio senso di marcia e il traffico era impossibile, luci, colori, negozzi, bancarelle e tanti locali e bar, sembrava il paese dei balocchi, appena arrivai li il primo pensiero lo ricordo benissimo, pensai "ma questa strada c'era anche l'anno scorso ?????" e mi domandai dove mai fossi stato lo scorso anno pechè tutta quella meraviglia io non la ricordavo proprio.>
La Bangla road è una via linga circa 150 metri e divisa in tante piccole Soi traverse, in ogni Soi si possono "ammirare" se così si può dire, una miriade di bar, locali, gogo, ristoranti e centinaia di ragazze che ti urlano frasi incredibili ti invitano a sederti e a bere nel bar dove lavorano, i bar erano uno attaccato all'altro e erano piccoli barettini di tre metri per tre, all'interno lavoravano le ragazze e esternamente c'erano decine di sgabelli per i clienti i quali passavano ore a bere appoggiati al "bancone" del bar in compagnia delle ragazze delle staff, ogni bar suonava a tutto volume la propria musica, era praticamente impossibile capire che tipo di musica si stava ascoltando perchè il bar di fianco e quello a fianco ancora ne suonavano altre e diverse, il risultato era una gran confusione, che provocava una specie di dolce stordimento e che non so perchè ma rendeva quasi estasiante passare il tempo all'interno di un tale macello.
Patong Beach Soi Bangla di notteQuella sera conobbi NOI.
Lavorava al bar Munich aveva capelli a caschetto neri e lisci come la seta, indossava un abitino in seta rosa che la faceva sembrare più una hostess che una lady bar, scoprì infatti che a lei era affidato tutto il discorso contabile del bar, a lei non era concesso muoversi fino a che il bar non fosse chiuso e l'incasso non fosse da lei riposto in una piccola valigetta con la combinazione, la aspettai quella notte e qualche ora dopo mi trovai in hotel con lei e qualla strana valigetta.
Rimasi deluso, a letto era stata una vera delusione la mattina dopo si alzò e andò a farsi una doccia, tornò poco dopo, si sedette sul letto apri la valigetta e cominciò a far quadrare l'incasso della serata, erano si e no 10000 bath, fu rapidissima e in pochi minuti chiuse la valigetta si rivestì e se ne andò salutandomi appena e dopo avrmi chiesto 500 bath.
Pensai che non l'avrei più rivista, invece non so perchè nonostante la delusione della notte passata, tornai al Bar Munich e lei era la alla cassa come al solito, quando mi vide arrivare mi corse incontro mi sorrise e mi abbraccio, questa volta rimasi lusingato e decisi di fermarmi ancora in quel bar ad aspettare che chiudesse, non so dire che cosa mi stava capitando, Noi non era bellissima, ma sprigionava uno strano fascino al quale non sapevo resistere, sembrava cercarmi e respingermi non appena capiva che mi stavo avvicinando troppo, e questa cosa mi faceva impazzire.
Passammo ancora la notte insieme e la mattina dopo si ripetè la scena della conta dei soldi, l'incasso era di poche migliaia di bath chiuse la valigetta ma questa volta non avevo intenzione di lasciarla andare via da sola...."Where you go ????" le chiesi
mi guardò fisso negli occhi "up to me !!!" mi rispose quasi contrariata, e no accidenti questa volta il gioco lo conduco io, la fermai e non so ancora come, ma la convinsi a portarmi con lei, accettò a patto che noleggiassi un motorino. Nessun problema noleggiai una Honda Dream nuova fiammante, mi chiesero 100 bath al giorno, che secondo me era un mezzo furto ma accettai, mi fece transitare per la Soi Bangla, tutti i bar erano chiusi, ma qualcuno stava aprendo per rifornirsi del ghiaccio che veniva trasportato da grossi e vecchi camion, era come transitare in mezzo ad un luna park spento e un po' malinconico, tutto era in preparazione per la notte che sarebbe arrivata da li a poche ore.
Patong Beach Soi Sai Nam Yen oggiIn fondo alla via girammo a sinistra e poi ancora a destra per Soi Sai Nam Yen, era una via in leggera salita trafficatissima, piena di gente e dove ora c'è l'ospedale di Patong, allora c'era solo un campo di terra e fango, proseguimmo per quella strada per un centinaio di metri forse poco più, poi mi fece girare a sinistra in una Soi strettissima piena di cani rognosi, era asfaltata solo per metà, tutta dissestata e piena di fango, poche decine di metri e arrivammo in un cortile, faceva un caldo tremendo, difronte al cortile c'erano degli alloggi non più di quattro o cinque, entrò in uno di questi e io la seguii, mi fece cenno di togliermi le scarpe, obbedii senza replicare, entrai c'era una spesie di salottino con un divano in finta pelle conciato davvero male, difronte ancora una grossa televisione che a tutto volume trasmetteva musica thai, seguiva un corridoio con tre porte ogniuna delle quali era una camera da letto, in fondo al corridoio potevo intravedere la cucina e la bombola del gas, non avevo la più pallida idea di dove fosse il bagno. Intanto Noi era sparita.
Arrivò poco dopo un farang, era un tedesco alto e magro sulla cinquantina a dire il vero sembrava un tossico, mi salutò, e si presentò, era il boss del barettino reduce da una delle sue solite sbronze, mi disse subito che Noi era una delle migliori ragazze del suo bar e che dovevo averne cura, si aprì una singha e prese due bicchieri, diavolo, mi ero sveglieto da solo un'ora e dovevo bermi una birra ???
L'impressione era che quel tipo era conciato davvero male, ma cercai di non lasciare trapelare le mie emozioni, piuttosto mi domandavo dove fosse finita Noi, ma inutilmente, per ora Noi era scomparsa, arrivò invece una ragazza molto carina, direi molto sexy magra e davvero sensuale, si avvicinò al tedesco e lo baciò, "lei è E, ed è la mia donna" mi disse "lei è la numero uno" e con fare soddisfatto le diede una lunga massaggiata al sedere ... scoprì solo l'anno dopo che E era la cugina di colei che sarebbe diventata poi mia moglie.

 I giorni a seguire li passai sempre con Noi, non posso certo dire che erano giornate idilliache, però se non altro Noi mi fece visitare l'intera isola, noleggiai infatti uno scassone di fuoristrada Suzuki e entrai per la prima volta in un tempio thai senza orde di turisti, mi porto a Chalong, "andiamo al Wat Chalong" mi disse una mattina, che diavolo fosse Wat Chalong io non ne avevo la più pallida idea, ma lei dava sempre per scontato che io conoscessi la Thailandia come se ci fossi nato, quindi dovevo sicuramente sapere che cosa era Wat Chalong.
Phuket Wat ChalongDa Patong dovevo guidare per circa un ora, visto che la mia andatura non era certo quella di un siluro, Wat Chalong è un tempio tra i più grossi di tutta l'isola, se non il più grosso, immerso in un giardino tropicale avvertii appena entrato come un senso di profona quiete e tranquillità, c'era un silenzio che conciliava il sonno, entrammo nel tempio dove si ergevano alcune statue dorate di alcuni monaci che lei comunque chiamava Buddha, mi chiese di fare una offerta, al tempio, le diedi un po' di soldi, "pensaci tu " le dissi, ma sfilo' solo 40 bath e mi fece segno di seguirla, poi mi chiese se volevo pregare, "perchè no " le risposi, allora mi accompagnò davanti ad una cassettina in legno piena di una specie di scaglie dorate, ne prendemmo un po' e me le fece posare sulle statue dei Buddha, io seguivo passo passo ciò che faceva lei senza staccare gli occhi dalle sue mani, terminato il "rito" delle scaglie dorate ci inginocchiammo davanti all'altare dove erano presenti le satue e la vidi pregare con le mani giunte a fiorare le sue labbra, più o meno feci la stessa cosa, ma non so dire a cosa esattamente stessi pensando.
La mia attenzione fu subito richiamata da un strano rumore come di un contenitore di legno con dei sassi all'interno, che veniva ripetutamente agitato con un ritmo quasi snervante, mi girai e vidi una giovane ragazza inginocchciata poco dietro di noi che agitava un bicchiere in legno contenente dei lunghi bastoncini ogniuno dei quali era numerato, il movimento era sempre lo stesso e con la stessa cadenza, era come se stesse per lanciare dei dadi, in realta mantenendo sepre la stessa cadenza e il bicchiere leggermente inclinato in avanti, in breve tempo uno di quei bastoncini sarebbe uscito e caduto a terra, così fu,.....fatto ciò la ragazza prese dei sassolini a forma di mezza luna e li lasciò cadere a terra fece questa operazione con i sassetti per tre volte, dopo la terza volta con aria soddisfata guardò il numeretto relativo al bastoncino che era caduto e si diresse in una cassettiera in legno, aprì il casettino col numero corrispondente a quello del suo bastoncino, lo lesse e se ne andò.
Chiesi a Noi di poter di fare la stessa operazione, li non ebbe nulla in contrario, dopo alcune difficoltà iniziali cadde a terra il mio bastoncino, Noi mi guidò anche ne lancio dei sassi, al secondo lancio disse che potevo andare a ritirare il mio foglietto, ero curiosissimo, dal cassettino ne tirai fuori un foglietto scritto in Thai e in cinese o giapponese, immediatamente chiesi a Noi di tradurmelo.... (ho ancora il foglietto con me....)
" sei una persona fortunata...." c'era scritto " puoi aspirare a tante cose e grazie al tuo impegno avrai ciò che cerchi, ma dovrai impegnarti con lealtà e coraggio..." oggi penso che quel biglietto un fondo di verità lo aveva di certo.
Passai una bella giornata quel pomeriggio al tempio, fu una delle poche belle giornate insieme a Noi.
Passavano velocemente le giornate a Phuket con Noi e altrettanto velocemente le nottate al bar Munich dove lei continuava a lavorare come cassiera contabile o giù di li. Mi piaceva quel baretto, e mi piaceva Phuket sempre di più, tanto che cominciai a meditare di comprare un barettino simile a quello dove lavorava Noi e trasferirmi a Patong, ma era solo un'idea.
Tra me e Noi intanto era un susseguirsi di alti e bassi, lei aveva un carattere davvero strano, in alcuni momenti mi allontanava, ma non appena se ne rendeva conto mi riavvicinava a se, io da parte mia non volevo staccarmi da lei, capivo che era molto furba e intelligente, ed era una miniera di sorprese, non era bella, ma molto affascinante col suo carattere così misterioso, di lei non riuscivo a sapere quasi nulla, se non che era di Korat e aveva un paio d'anni in meno di me, bugia!!!! Una volta in camera sua vidi il suo passaporto sul comodino a fianco al suo letto, lo presi lessi il suo nome e la sua data di nascita 1963 .....mi venne un colpo, aveva 4 anni più di me, mi aveva mentito in maniera spudorata, il fatto è che dimostrava veramente molto meno della sua età, le chiesi perchè mai mi avesse mentito, ma mi raccontò una storia incredibile di sua sorella e di quel passaporto che non era suo ma di sua sorella e di una scuola,..... ma non ci capii assolutamente nulla, troncai la conversazione, anche perchè avevo la totale certezza che mi stesse raccontando un mare di balle.
Lasciai cadere l'argomento, per un paio di giorni, poi ricordo che provai a chiederle qualche cosa di lei e della sua famiglia a Korat, di come fosse casa sua, ma ricordo che si ribellò alle mie domande, mi fece capire senza mezzi termini che stavo parlando troppo e che non voleva parlare di certe cose con me, uscì per andare a lavorare quella sera e non mi rivolse la parola per tutta la notte.
Il nostro "rapporto" era un mezzo disastro, Noi aveva un carattere davvero difficile e mi nascondeva tutto ciò che riguardava la sua vita, io comunque dovetti partire per Samui e forse era meglio così, pensavo di doverla salutare a Patong, invece decise lei di venire ad accompagnarmi in aeroporto, ci salutammo, mi abbraccio e mi chese di non dimenticarla, rimasi sorpreso, continuava a stupirmi, in circa due settimane non mi aveva mai mostrato grande interesse e ora improvvisamente, la vidi piangere.
Volai a Bangkok e qui mi imbarcai su un volo della Bangkok Air per Samui anche se confesso che volevo tornarmene a Patong da Noi, riabbracciarla e stare con lei per il resto dell mia vacanza, come potevo essere così attratto da quella ragazza che neanche mi piaceva esteticamente, ancora oggi non riesco a capirlo.
Aeroporto di Koh SamuiArrivato in aeroporto rimasi incantato, era bellissimo, la pista era appena stata asfaltata, mi dissero che fio all'anno prima era di terra battuta o almeno così mi fecero credere, di fronte alla pista cera quello che si può definire il terminal, un enorme boungalow di legno e bamboo, quello era l'aeroporto, tutto intorno un mare di fiorni colorati, sembrava di stare in un film. Appena uscito dal terminal mi infilarono su una macchina e mi portarono al Chaweng Resosrt, dove mi trovai subito a mio agio, il posto era incantevole, pensavo sempre a Noi ma avevo solo 5 giorni per stare a Samui e volevo passarli solo e in pieno relax.
Quella stessa sera uscii, chiesi in giro se c'era qualche ristorante italiano, avevo fame, un tipo dell'hotel mi accompagnò con un pik up a circa un chilometro, c'era un ristorantino Italiano dove cenai in maniera impeccabile, notai poco distante un barettino esattamente uguale a quelli che avevo conosciuta a Patong, ma era solo uno, sulla strada che portava all'Hotel, decisi così di sedermi anche solo per rivivere qualche attimo come a Phuket, c'erano quattro o cinque ragazze che lavoravano in quel baretto, ma nessuna di loro aveva colpito la mia attenzione, dentro c'era anche un lady man molto simpatico, ma non era certo il mio tipo he he he
pensai, bhè finisco la birra e me ne torno in albergo, ero quasi sul punto di pagare quando si fermò un pikup e scese un angelo, una creatura incerdibilmente bella, forsa la più bella ragazza thai da quando misi piede in Thailandia, veramente un corpo da favola indossava un mini vestitino stile indiana di tessuto scamosciato, che terminava appena sopra le ginocchia......rimasi incantato, lei scese dal pikup, pagò, poi entrò nel barettino, una delle ragazze mi guardò e mi chiese se mi piaceva quella creatura, se mi piace ???? Porca miseria è la più bella ragazza che vedo da quando sono qui le dissi,... le due ragazze si parlarono qualche secondo, poi quella venere usci dal barettino e si sedette difianco a me, mi sorrise e mi diede la mano.....
Quella sera fui travolto dalla bellezza di Chum.
... del resto trovare compagnia in un bar o in un gogo in Thailandia non era e non è certo impresa difficile, difficile è riuscire andare a dormire soli.
Comunque passai con Chum il resto dei miei giorni a Samui, qui c' è poco da dire, aveva 19 anni era bellissima, passammo 5 giorni tra camera da letto e spiaggia, stavo bene con lei, ma non so per quale motivo pensavo e mi sentivo quasi in colpa (e perchè mai avrei dovuto sentirmi in colpa) nei confronti di Noi.
Tornai a Milano alla fine di agosto, ero praticamente in uno stato di coma profondo, al lavoro sembravo un vegetale, mi sentivo come se mi fosse crollato il mondo addosso, non sapevo cosa fare, avevo conosciuto due persone importanti in quel momento per me, ma sentivo di voler rivedere assolutamente Noi, non solo, ma mi mancava in maniera ossessiva Patong e la sua gente.
Preso da un attimo di follia decisi di partire, era ormai la fine di settembre ero tornato solo da un mese, ma avevo ancora una decina di giorni di ferie da fare entro fine anno così decisi di partire alla volta di Patong, decisi di tornare da Noi.
Il punto era che mi ero convinto a comprare un bar proprio a Patong e e avevo deciso di andare a vivere in Thailandia.

... l'accoglienza di Noi fu indescrivibile, dopo un sorriso iniziale mi aveva mostrato il più totale menefreghismo, ... ma come, non mi avevi chiesto di non dimenticarti ????? Bho, valla a capire, comunque dopo la chiusura del bar, prese la sua solita valigetta e venne nel mio hotel, questa volta avevo prenotato solo il volo, presi un albergo un po' più economico del precedente sulla Soi Sae Nam Jhen, che tra l'altro era poco distante dalla casa del tedesco proprietario del barettino dove io romai ero cliente fisso, non a caso scelsi li il mio alloggio per quei 10 giorni, era infatti mia intenzione parlare col boss del Munich bar per chiedergli qualche dritta su come aprire un bar come il suo. E' incerdibile come alle volte certe idee malsane ti vangono alla mente, senza che ci sia un motivo logico .
Quando dissi a Noi il perchè della mia visita, le si illuminò il volto, era a dir poco entusiasta e guarda un po' che caso si era auto proclamata mia futura moglie. La mattina dopo mi spiegò che il suo boss stava cercando qualcuno che gli comprasse il suo bar, lui era stanco e ammalato, non voleva più prendersi cura di quel posto, così senza pensarci due volte mi portò da lui.
Tornai in quella casa, e parlammo di una eventuale cessione della attività, ricordo che con poco meno di trenta milioni delle vecchie lire, il bar sarebbe diventato mio, peccato però che pensò bene di tralasciare un particolare fondamentale, e cioè che circa due anni dopo avrei dovuto riversare la stessa somma per rinnovare il contratto.
All'inizio avevo praticamente accettato, (ma non ero a conoscenza del fatto che il contratto andava rinnovato ogni due o tre anni), Noi era al settimo cielo e come per magia mi considerava suo marito ormai a tutti gli effetti, e diceva di amarmi da morie .
Per fortuna però una sera mentre cenavo in un ristorante italiano, conobbi Franco, un ragazzo che allora gestiva un bar molto grande dove oggi c'è il Thai Pan. Lui mi spiegò come stavano le cose veramente, e come funzionava la gestione di una attività in Thailandia, praticamente stavo per prendere una delle più grosse fregature della mia vita.
Non ci dormii per tutta la notte, alla fine dovetti dire a Noi quella che era la mia decisione, e cioè che sarei ritornato in Italia, ma che ci saremmo rivisti da li a pochi mesi.
Divenne una specie di drago, passai gli ultimi tro o quattro giorni a litigare, quello che ancora oggi non capiso è come non trovassi la forza di allontanarmi da lei, e trovarmi qualche altra fanciulla che mi tenesse compagnia durante il mio soggiorno a Phuket.
Rientrai in Italia, ormai era novembre o giù di li, ripresi a lavorare e a risparmiare in previsione di tornare da Noi il prima possibile.
All'epoca non esisteva internet, e i cellulari, e chi ce l'aveva???? erano per pochi ricchi, telefonare a Noi mi costava 4500 lire al minuto e le lettere quando le spedivo arrivavano a lei dopo circa dieci giorni e altri dieci ci volevano per la risposta, era una vera impresa mantenere i contatti, ma ci riuscii, l'estate successiva partii ancora alla volta di Phuket.
Ancora non lo sapevo, ma durante quella vacanza vidi e conobbi per la prima volta quella che sarebbe diventata poi la mia futura moglie.
Era l'estate del 1993, e Noi nei mesi della mia permanenza in Italia si era licenziata dal Munich bar e aveva raggiunto la sorella a Bangkok, qui aveva trovato lavoro in un locale in Soi Cowboy sempre come cassiera (più o meno), del resto io non avevo soldi per mantenerla e nenache le avevo mai chiesto di non lavorare nei bar, comunque mi disse che mi avrebbe aspettato all'aeroporto di Bangkok al mio arrivo, e così fu.
Rimasi in Thailandia per tutto il mese di agosto, conobbi il suo nuovo posto di lavoro, in sostanza era diventata una specie di freelance in quanto in quel locale se avevo capito bene ci andava quando ne aveva voglia, divideva un piccolo appartamento con sua sorella e altre due amiche, l'appartamento consisteva in una camera da letto piuttosto grande all'interno c'erano due letti singoli e un matrimoniale, un piccolo bagno e uno sgabuzzino dove tenevano salsine, riso e altri prodotti alimentari, vicino all'ingrsso mi colpì l'enorme quantità di scarpe saranno state almeno una ventina di paia.
Restammo a Bangkok circa una decina di giorni credo, il nostro rapporto era come al solito pieno di alti e bassi, quando cominciai a capire che i bassi erano sempre più frequanti, le proposi di andare a Phuket, anche per respirare un po' meglio e dare una tregua ai miei polmoni.
Partimmo nell'arco di un paio di giorni, Noi era piuttosto contrariata di questa mia decisione, riteneva che la spesa per andare a Phuket poteva essere tranquillamente evitata resatndo a Bkk, avevo praticamente capito che per lei i soldi che spendevo potevano essere risparimati per darli a lei e alla sua famiglia che non avevo per altro mai conosciuto.
A Phuket mi fece affittare una specie di camenra da letto assurda, era in una piccola palazzina di tre piani, si chiamava Happy Home e restava vicino al Christine, la camera costava davvero una sciocchezza circa 300 Bath a notte, il problema era che ogni volta che facevo la doccia si allagava il bagno, l'aria condizionata c'era ma non funzionava, e di notte era impossibile dormire, troppo caldo , non c'era neanche un ventilatore.
Rimasi li una sola notte, poi, la mattina seguente presi la mia decisione avrei pagato la notte e sarei andato a dormire in un normale Hotel.
Noi mi suggerì il CeN che non era affatto male, e abbastanza economico, ma lei naturalemte mi piantò un muso per tutta la giornata.
Cominciavo a non sopportala più, una sera dopo cena andammo in Soi Bangla volevo sedermi da qualche parte a bere una birra, pensavo saremmo andati direttamente al Munich Bar come al solito, invece lei mi fece sedere in un posto che non so neanche come definire, era un buco, non si poteva neanche definire un bar, c'erano solo quattro o cinque posti a sedere, una vecchia che serviva da bere e niente musica, chiesi a Noi dove diavolo mi avesse portato, e lei con tutta tranquillità mi disse che non era necessario andare ogni volta in mezzo al casino, ... ma se eravamo a Phuket da soli 2 giorni e la sera precedente eravamo andati a dormira subito dopo cena ???????
Rimasi seduto in silenzio in quel posto per quasi un'ora, poi lei mi guardò e mi disse con tono arrogante che sapeva che ero arrabbiato, e sapeva che volevo andare al Munich bar, così si alzò e si diresse verso il suo vecchio posto di lavoro.
Proprio non riuscivo a capire, al Munich bar c'era musica, gente, e soprattutto conoscevamo un mucchio di persone, perchè mai voleva tenermi seduto in quella specie di tugurio, nessuno andava mai a bere in quel posto così triste, solo io e lei, roba da matti.
Noi arrabbiatissima camminava davanti a me di qualche metro, andava dritta verso il Munich bar, accellerai il passo e mi affiancai a lei, in lontananza cominciavo a intravedere il vecchio Munich bar, tutto intorno la musica assordante degli altri locali, luci, colori e tanta confusione, camminavamo, ero a poco più di una decina di metri dal Munich bar e la vidi ..., all'improvviso era come se tutto intorno ci fosse il silenzio e Noi non esisteva più, era come se fossi stato chiuso dentro una enorme campana di vetro, silenzio totale, non vedevo ne sentivo più nulla, per me c'era solo lei dentro al barettino a prendere il posto che qualche mese prima era di Noi, seduta dentro il bar davanti alla cassa, era una bambolina di vent'anni, due occhi da favola e un sorriso che mi trafisse in cuore in maniera irreversibile, mi mancava da non so quanti anni un sorriso come quello. Credo che rimasi a guardarla per qualche minuto, quello che era certo è che conosceva Noi, ( ma Noi a Patong la conoscevano in molte ragazze, era ben cosiderata e non ho mai capito il perchè), si parlarono per un po' , poi finalmente la conobbi anche io ,ma Noi si affrettò a dirmi che il suo ragazzo era un tedesco, che la manteneva e che lei non andava con I farang, come se volesse toglermi ogni possibile illusione nei confronti di questa ragazza, "lei è la cugina di E " mi disse Noi, " e la cugina della moglie del boss" mi disse , " è a Phuket da pochi mesi e ha solo un Frarang che si prende cura di lei" e mi fece capire di toglermela dalla testa.
Io non mi feci molte illusioni, quello che sapevo era che restare con Noi era sempre più difficile, come se non bastasse poi dopo qualche giorno arrivò il tedesco fidanzato di quella creatura, un ragazzo giovane molto ben curato, "però ... !!! se li sceglie bene la bambina i sui sponsor" pensai con una buona dose di invidia, a me non restava che togliermela dalla testa e prosguire la mia vacanza con Noi.
I giorni passavano velocemente a Phuket, ma tra me e Noi le cose andavano sempre peggio, era sempre più odiosa e non mostrava più alcun segno di interesse nei miei confronti, cominciai così a dedicarmi a qualche massaggio e a qualche short time, che cavolo avevo 26 anni e mi ero rotto di stare dietro a una thai fuori di testa che non faceva che criticare tutto e tutti e il suo unico obbiettivo erano i miei soldi, la sua cattiveria veniva infatti fuori perchè io le davo quello che ritevevo giusto in termini economici, lei invece aveva pensato a chissà quali ricchezze sarebbero uscite dalle mie tasche e si era messa in testa che le avrei comprato una casa e l'avrei riempita di collane e bracciali d'oro.
Ma non fù così, e la cosa la rendeva sempre più odiosa e insopportabile.
Una mattina dopo l'ennesima litigata della notte precedente, mi alzai presi 5000 bath e glieli misi sul letto, le dissi di tornarsene a Bangkok ero stanco di averla in mezzo ai co****ni non la sopportavo più, le chiesi per favore di andarsene volevo finire le mie vacanze in modo tranquillo e sereno, tra noi non c'era niente se non continui litigi inutili e avevo finalmente deciso di non volerla più vedere.
Uscii dall'albergo e me ne andai in giro per tutto il giorno con il motorino, arrivai fino a Phuket town dove mi feci un body massage, niente di particolare, la fanciulla sembrava più interessata a rifarsi il trucco che non a farmi passare qualche momento di buon sesso.
Tornai a Patong che era ormai ora di cena, convinto che Noi se ne fosse ormai andata, mi diressi verso la reception per ritirare la chiavi della camenra, ma la ragazza mi disse che in camera c'era la mia girlfriend ...
diamine non se ne era ancora andata ????!!!!!
Entrai in camera, le dissi che se voleva poteva rimanere ma io mi sarei fatto i cavoli miei, di lei non mi interessava più nulla e non aveva nessun diritto nei miei confronti, quindi le consigliai ancora di andarsene, ma non lo fece, e io continuavo a non capire che razza di persona fosse e perchè mai si ostinava a rimanere.
Quella sera andammo come al solito al Munich bar, ma io non mi fermai, Franco, il mio amico che mesi prima mi diede le dritte sul business in Thailandia, aveva nel frattempo aperto un gogo e decisi di andarci quella notte, il posto non era male, ben curato e la ragazze erano veramente carine, mi sedetti e subito mi venne chiesto cosa intendevo bere, arrivò poco dopo una ragazza con un bikini bianco, molto attraente, si sedette vicino a me e mi fece un gesto come ad indicarmi che voleva un drink, era simpatica e mi fece passare una buona oretta, poi mi chiese di pagarle l'off, che allora era di 250 bath, e che sarebbe uscita con me, io reduce dall'esperienza a Bangkok l'anno prima, passai subito ai fatti, le chiesi quanto voleva per passare con me la notte, in sostanza avrei dovuto darle 2000 bath per uno short time (lei faceva solo short time) 250 bath per il gogo e naturalmente le consumazioni, in poche parole per stare un ora con lei in un albergo avrei dovuto sborsare 3000 bath che all'epoca non era poca cosa, ricordo eravamo nel 1993.

Non se ne fece nulla, pagai il conto e me ne andai, appena fuori dal gogo mi ritrovavo sulla Soi Eric, una delle tante soi che si diramano dalla Bangla road, la soi Eric è tutta piena di bar su entrambi i lati, ma a differenza delle altre soi qui la musica doveva essere tenuta uguale per tutti i bar, era quindi diffusa in ugual misura e in ugual volume, mi sentii preso per un braccio e fatto sedere di forza in uno di questi bar, ricordo ancora il nome era il bar Body, qui conobbi una lady bar tra le più disinibite mi fece bere un paio di birre e a dire il vero cominciavo ad essere bello allegro e mi sentivo proprio a mio agio, non so ancora come, ma riuscì a convincermi a seguirla, mi trovai su un motorbike taxi che andava come un pazzo non ho mai capito dove mi portava, era tutto buio ricordo solo che la strada era in salita e faceva freddo o meglio avvertivo un po' di freddo, poi ci fermammo vicino a delle abitazioni pagai entrambi i mototaxi e seguii la ragazza del bar avevo in tasca pochi soldi credo non più di 500 bath, camminammo per una stradina buia piena di terra e fango, mi girava un po' la testa ma mi sentivo bene e sicuro, arrivammo ad una porta che lei aprì facendomi segno di fare silenzio, entrammo, accese una luce che era appena sufficiente a fare un po' di penombra, si spogliò completamente e mi disse di fare la stessa cosa, anzi mi aiutò e mi portò in doccia ... il resto è inutile raccontarlo quello che era certo era che la fanciulla ci sapeva davvero fare, ...
qualche ora dopo guardai l'orologio, erano le 4,30 del mattino, e fuori diluviava, era tardi e Noi mi aspettava al Munich bar, perchè mai ancora mi preoccupavo di Noi ??? E chi lo ha mai capito, sapevo solo che dovevo tornare a prenderla, ero agitato senza motivo, non ricordo che nome avesse quella ragazza, ma mi riaccompagnò, mi rivestii di corsa e uscimmo, camminammo per una strada buia sotto una pioggia che non accennava a smettere poi lei prese il mazzo di chiavi che teneva nella borsa e salì su un motorino parcheggiato sotto una piccola palazzina, mi disse che era di una sua amica e che poteva prenderlo a quell'ora di notte tanto lei ora stava dormendo, bhò chi se ne frega pensai, basta che mi riporti in Bangla road, mi lasciò davanti alla soi Eric, la ringraziai le diedi gli unici soldi che avevo, circa 500 bath e il mio numero di telefono (errore madornale) poi se ne andò sotto la pioggia, non la rividi mai più, poco distante raggiunsi Noi che si mise propio di fronte a me era a non più di trenta centimetri e indicò con la mano il collo della mia maglietta, io abbassai lo sguardo cercando di capire ciò che mi stava indicando, mi ero praticamente messo la maglietta al contrario mi sentii un perfetto imbecille, ma non per Noi, quanto per quella creatura(la fidanzatina del tedesco, quella con un sorriso da favola) che mi guradava con fare molto contrariato, fece una mezza smorfia come per farmi capire che ero un Butterfly senza un minimo di cervello quella creatura diventerà presto mia moglie, ma io ancora non lo sapevo ...
Rientrai in Italia a fine agosto mio padre mi avvisò di un concorso per entrare in banca, non era la mia massima aspirazione (e non lo è ancora oggi) ma l'idea di avere un stipendio un po' più alto mi allettava, feci il concorso e a novembre mi assunsero, non mi mossi da Milano per alcuni mesi. Nonostante tutto, Noi continuava a scrivere e a telefonare, con chiamate a mio carico chiedendomi di tornare presto da lei ...??? Io continuavo a non capire dove volesse arrivare, ma l'unica cosa che mi interessava in quel momento era che la finisse di chiamare a mio carico, l'avvisai che la prossima volta avrei rifiutato l'addebito, se voleva parlare con me poteva scrivermi, ma basta telefonate, per qualche giorno non ricevetti nessuna chiamata, finchè una mattina intorno alle sei squillò il telefono, mi alzai e ancora addormentato mi diressi verso il telefono, chiaramente pronto a rifiutare la chiamata, ma questa volta la centrlinista non mi diede il nome di Noi, ma della ragazza del bar Body, quella della notte sotto il diluvio, accettai l'addebito ero contento di sentirla e mi faceva piacere salutarla, purtroppo però la chiamata era mirata ad uno scopo ben preciso, le servivano 20.000 bath.
Miseria, era una gran bella somma per me in quel periodo, e quando le chiesi il perchè di questa sua richiesta, mi disse che aveva noleggiato un motorino e che le era stato rubato, così doveva pagare circa 35.000 bath, ma 15mila li aveva chiesti in prestito a una sua amica, gli altri li chiedeva a me !!! Chiaramente non credetti a una storia simile, e comunque non me la sentii assolutamente di spedire una somma del genere a una ragazza che avevo conosciuto una sola sera, naturalmente rifiutai, e non la sentii più.
Passarono i mesi, con Noi ci eravamo messi daccordo che ci sentivamo una sola volta alla settimana, e chiamavo io, ma lei mi scrivava sopesso, un giorno mi arrivò una lettera da Chum ( la ragazza di Samui) la cosa mi fece davvero molto felice, scriveva un inglese pessimo, ma avevo capito che era a Bangkok e non mi aveva dimenticato, voleva salutarmi e mi mandò una piccola foto con l'indirizzo di casa di sua nonna dove lei alloggiava.
Quella lettera mi riportò alla mente le belle giornate passate insieme a Chum a Samui, con lei non avevo mai avuto il minimo proplema, mai un litigio, con lei avevo passato davvero una settimana da favola.
Lavoravo ormai da diversi mesi e lentamente la storia con Noi volse al termine, io non la chiamavo più il tempo aveva cancellato la sua immagine, rifiutai un paio di chiamate e non le scrissi più, alla fine anche lei sparì, non en seppi più nulla.
Alla fine dell'estate del 94 decisi di patire ancora per la Thailandia, avevo solo una decina di giorni, ma decisi di andare a Bangkok, l'obiettivo era di trovare Chum, le scrissi una lettera un mese prima di partire, ma non mi rispose, poco importava, andai comunque a cercarla.
Arrivai a Bangkok ma questa volta presi un piccolo albergo in Soi Cowboy, a dire la verità ormai la conoscevo bene qualla via, sapevo che li avrei rischiato di rivedere Noi ma non mi importava molto, il giorno del mio arrivo rimasi in camera, usci la sera con un ragazzo conosciuto sul volo da Milano, qualche gogo ma nulla di più, io volevo alzarmi presto la mattina dopo per andare da Chum.
Alle dieci del mattino ero già sul taxi, sull'indirizzo c'era anche il numero di telefono, la chiamai dall'hotel prima di uscire, ma mi rispose uan voce di una persona molto anziana che non capiva una sola parola di inglese, così decisi che sarei andato da lei in taxi.
Diedi l'indirizzo al tassista, che mi disse che conosceva bene quella zona, dopo circa un ora che giravamo a vuoto capivo dal suo sguardo che ci eravamo persi per la periferia di Bkk, insomma se non conosci la strada lasciami qui, cercherò un altro taxi, niente da fare, voleva assolutamente portarmi lui, ad un tratto si fermò e andò a piedi verso una cabina telefonica, teneva in mano il mio bigliettino con l'indirizzo e il telefono di Chum, vedevo che parlava tranquillamente al telefono, rimasi in macchina per qualche minuto, poi finalmente ripartimmo, sapeva bene dove andare, questa volta non c'erano dubbi.
Finimmo in una zona rionale, cerano tro o quattro palazzine alte, penso una decina di piani, erano condomini molto grossi, il cortile era in terra battuta, c'era un mercato e una gram musica, ad altissimo volume, e tanta gente e cani, c'erano cani ovunque, la musica era assordante, era musica thai, che proveniva da un pickup che aveva sul cassone un altoparlate di proporzioni enormi, pompava sta musica come fosse in una discoteca thilandese, il tassista mi fece segno che questo era il posto giusto e che mi avrebbe aspettato in quel cortile, io mi guardai intorno, non vidi nessun taxi e non sapevo nemmeno dove mi trovavo, gli raccomandai di aspettarmi, altrimenti non avevo la minima idea di come tornare.
Guardai il bigliettino, c'era scritto esattamente una lettera e un numeroo di piano, andai verso il condominio corrispondente a quella lettera, presi le scale e subito dovetti scavalcare due cani che se ne stavano tranquillamente appisolati prorpio ai piedi dei gradini, mannaggia e se questi mi mordono muoio nell'arco di 10 minuti, erano tutti pieni di croste e di parti di pelle senza il pelo, era evidente che erano malati, una signora mi fece segno di non temere e salire tranquillamente, l'idea di passar sopra quei due cani rognosi mi terrorizzava, ma non mi degnarono di uno sguardo, meglio così. Feci alcuni piani a piedi, ero sudato da fare schifo , faceva un caldo da morire, ma finalmete arrivai al piano indicatomi, ora dovevo seplicemente trovare la room 20 , questo lo ricordo ancora, feci alcune decine di metri lungo la balconata del palazzone e arrivai alla room 20, qui ci trovai seduta in terra davanti al televisore una vecchia thai che avrà avuto quasi 90 anni, la stanza era piccola e buia, ma c'era tutto, frigorifero, tv, ventilatore, letto, una piccola cucina e il bagno. Cercai di chiedere alla vecchia notizie di Chum, lei si alzò in piedi, era molto piccola con due occhi che si intravedevano appena, mi disse "... Chum pai lew, pai lew, Chum pai Lew ..." non faceva che ripetere quella frase e indicarmi con le mano l'orizzonte, io vedevo dall'alto di quel palazzone solo una Bangkok immersa nello smog e in lontanaza tra lo smog e l'afa intravedevo le grù che stavano costruendo chissà quali strutture , ma di Chum non ne seppi mai più nulla.
Rimasi a Bangkok qualche giorno ancora, ma non accadde nulla che fosse degno di nota, passai gli ultimi giorni a Phuket come al solito, andai dritto al Munich bar per vedere se ritrovavo qualcuno di mia conoscenza, c'erano tutte le amiche di Noi, ma a me interessava soprattutto vedere quella cratura e sapere se era ancora insieme col tedesco, ma di lei non c'era traccia, poco dopo mi fu detto che era al paesello, al nord, era andata insieme con la cugina a trovare la famiglia ... insomma non me ne andava bene una, passai le ultime due notti nel gogo del mio amico Franco, ma niente lady, non trovai nessuna che mi interessava erano spudoratamente attaccate ai soldi anche se devo ammettere che in quel locale c'erano la più carine di Patong (almeno per quanto riguardava i gogo).
Tornai in Italia a mani vuote, in dieci giorni non avevo raggiunto nessuno dei miei obbiettivi, solo short time e "un pugno di mosche in mano" non avevo girato la Thailandia non avevo trovato Chum e neanche quella ragazza che comunque era fidanzata, e che forse avrei fatto meglio a dimenticare.
Marzo 1995, dopo uno stage di 30 giorni decisi di prendermi due settimane di ferie, ero stanco e sentivo un tremendo bisogno di tornare a Phuket, questa volta però promisi a me stesso di cambiare il mio modo di impostare la vacanza, avevo le idee molto chiare, spinto da non so quale forza psicologica, decisi di andare a conoscere quella ragazza fidanzata col tedesco, perchè non Chum ??? Non lo so, sapevo solo che volevo andare a conoscere meglio quella ragazza, la decisione la maturai durante lo stage, mi tornavano sempre alla mente quel sorriso, e quei meravigliosi occhi, non ci pensai due volte, partii per Phuket e andai dritto da quella ragazza, sapevo che era fidanzata me ero come convinto che quel tedesco non c'era più.
A questo punto, diventa difficile per me, proseguire in questa storia, sarei quasi tentato di interrompere perchè da questo momento inizia la seconda parte della mia vita, quella più matura, in una Thailandia diversa, in quella più profonda, fino a questo momento ero stato semplicemente un piccolo farang alla ricerca di avventure e ragazze che mi facessero divertire, ma nulla di più, ora incominciava la vera storia, non più aneddoti, ma una vera relazione con colei che sarebbe diventata presto mia moglie, la conoscenza poi della Thailandia del nord, Tak, Chang Mai, attraverso Aiutaya , Phitsanulok, Sukothai.
A questa seconda parte della mia vita in Thailandia io ci tengo particolarmente, ho pensato molto se proseguire nel racconto oppure no, ho deciso di farlo, e questo anche se è difficle da capire, significa molto per me, ora spero solo che il seguito di questa storia possa servire ed essere d'aiuto a qualcuno e che non siano solo frasi buttate al vento, quello che cerco di dire è di non fare i miei stessi errori, e di aprezzare sempre ciò che si ha soprattutto se si ha difianco una persona che sa veramente amare.
Questa seconda parte teoricamente è ricchissima di particolari e si potrebbe scriveci un poema, cercherò di saltare il superfluo e riassumere come posso otto anni di Thailandia e di un matrimonio fallito clamorosamente.
... Marzo 1995, Patong si ingrandiva sempre di più, alloggiavo ancora al C&N, comodissimo hotel a due passi dalla Soi Bangla, per 500 bath a notte. Ero arrivato da poche ore ma non persi tempo, uscì molto presto per andare a cena, ormai mi sentivo molto a mio agio a Patong, sapevo dove andare a mangiare e sapevo dove andare per qualunque cosa avessi bisogno, quella prima sera mangiai da Rico's un discreto ristorante Italiano sulla Soi Post office, se devo essere sincero non avevo molta fame, ero emozionatissimo, l'idea di rivedere quella ragazza mi agitava particolarmente, eppure non ero neanche sicuro che l'avrei rivista, tutte le volte che mi recavo in un posto per rivedere una ragazza conosciuta l'anno prima, questa non c'era più e io rimanevo sempre deluso come un ragazzino alle prime armi. Non mangiai molto, piuttosto ricordo di aver ordinato una seconda birra e un Whisky dopo il caffè, mi occorreva un po' di coraggio, ma che cavolo mi stava capitando, sembravo un adolescente che se la faceva sotto per una ragazzina, alla fine decisi di farla breve, era inutile starsene seduti in un ristorante a bere whisky a pensare a cosa fare se l'avessi rivista, pagai il conto e mi avviai verso Bangla Road, potevo prendere il tuk tuk, ma preferii fare due passi a piedi, in fin dei conti non era tardi anzi, quindi camminai, faci un pezzo di lungomare, passai il Banana e pensai che se non lavessi rivista sarei andato a ballare li quella sera e in qualche maniera avrei rimediato la vacanza, cercavo solo un pretesto per farmi coraggio, proseguii deciso e inconsciamente convinto che lei era la al solito posto, Bangla era illuminata come al solito, c'erano motorini ovunque, gran movimento passai l'Alice bar e girai subito a sinistra, feci tre gradini e imboccai quella che oggi è la soi Easy, circa a metà della soi c'era il bar Munich, mi avvicinai sempre di più e improvvisamente mi senti raggelare tutte le speranze, lei non c'era, non era assolutamente nel bar, c'era un'altra ragazza ma non era lei ... poi altre ragazze ballavano e si agitavano tutt'attorno ma lei non c'era, sentii come un pugno al cuore, possibile ?!?!?! Avevo viaggito per 13 ore con la sola speranza di rivederla, ma ancora una volta dovevo rimanere con un pugno di mosche in mano ???
Si avvicino a me una ragazza "do you remember me ???" e chi l'aveva mai vista, ma lei insisteva e sapeva che ero stato il boyfriend di Noi, io continuavo a non capire chi diavolo fosse sta ragazza che mi sembrava anche un po' ubriaca, come d'istinto le chiesi che fine avesse fatto la cassiera col fidanzato tedesco, ma lei non lo sapeva, mi fece però sedere e mi portò una birra col solito bicchierino di legno contenente il conto, mi disse di aspettare e se ne andò, rimasi seduto per un po' finchè la vidi tornare insieme ad un'altra ragazza che teneva in mano dei sacchttino pieno di zuppette dal colore rossastro e indefinibili, solo quando erano a pochi metri da me realizzai che l'altra ragazza era E la "moglie" del boss del Munich ovvero la cugina di quella splendida creatura.
E, mi si avvicinò e mi disse che sua cugina non lavorava più in quel bar, ma al Domino bar che era esattamente difronte a pochi metri dal Munich, mi girai e vidi molto chiaramente il Bar Domino, E mi disse che sua cugina sarebbe arrivata da li a pochi minuti. Non feci neanche a tempo a finire la Singha che la vidi arrivare, era prorpio lei, mi sorrise e mi diede la mano in segno di saluto, improvvisamente mi senti felice e affatto intimorito, le chiesi subito se volesse bere, ordinò un Malibù con succo di ananas, si sedette a fianco a me e parlammo molto, io le raccontai che la mia storia con Noi era finita già da un bel pezzo e lei mi disse che quel tedesco ormai non sapeva nenache più che fine avesse fatto ... (mentiva).
Passammo la notte insieme, prima le pagai l'off al bar, poi la portai al Banana, avevo timore a chiederle se voleva passare la notte con me, ma volevo togliermi il dubbio, così le chiesi se voleva dormire con me quella notte, "hey siamo amici" mi disse e sorrise, poi si avvicinò, mi mise le braccia intorno al collo, si avvicino al mio orecchio e disse "...ok". Mi sentivo la persona più felice del mondo ero indescrivibilmente felice forse in quel momento la persona più felice di Phuket.
... La mattina dopo la guardavo mentre dormiva, ancora non ci credevo, due anni prima sembrava intoccabile sempre con questo ragazzo tedesco appiccicato, e ora invece era li nel mio letto, ma non tardò ad aprire gli occhi e a chiedermi con voce assonnata che avevo da guardarla, e si girò dall'altra parte, "ma sono tutte così selvatiche???" bhà mi alzai e andai a farmi la barba, poi mentre ero in doccia sentii la televisione che trasmetteva un programma di cabaret thai, restammo in camera ancora per un'ora credo, a guardare quel programma per il quale io non capivo una parola, ma siccome lei rideva e ridevano anche gli spettatori indirettamente veniva da ridere anche a me e a dire la verità mi sentivo un po' idiota ridevo senza sapere il perchè, poi volevo uscire avevo molta fame, così le chiesi se voleva vanire con me a pranzo e in spiaggia, ma rifiutò, disse che doveva assolutamente andare da sua cugina, decisi di darle 1000 bath, sarei rimasto sulla spiaggia di Patong fino alle 17 poi di nuovo in albergo, così le chiesi di raggiungermi li più tardi, non avevo nessuna intenzione di perderla, e già il fatto che non voleva venire con me in spiaggia mi lasciava un fondo di delusione, ma lei accettò di rivedermi più tardi , e mi diede appuntamento per le 18 al C&N. A dire il vero io alle 16,30 ero gia in camera, rimasi in spiaggia credo per circa un'ora, ma la mia testa era tutta rivolta all'appuntmento, aspettai in camera impazziente ma di lei neanche l'ombra, accidenti, ragionavo come un italiano a cui avevano appena tirato un pacco incredibile, ero deluso e anche un po' incazzato, rimasi in camera fin dopo le otto poi mi rivestii e scesi per andare a cena, avrei chiesto le sue spiegazioni più tardi.
Cenai velocemente e andai diretto verso il Domino bar, lei non era ancora li, ma in compenso conobbi Jeab la prorpietaria se così si può dire del bar Domino, Jeab mi chiese di avere un po' di pazienza la mia amica sarebbe arrivata subito, dormivano nello stesso appartamento, era carina forte Jeab, un bel fisico e capelli lunghissimi fino ad una spanna sopra le ginocchia, un visino da bambina e davvero un gran bel fisico, era impossibile non notarla, poco dopo arrivò lei mi disse subito ridendo che le dovevo 20 bath ... disse che era venuta col mototaxi al C&N come stabilito ma io non ero in camera COOOSAA!!!??? Impossibile ero sempre stato li, ma era vero lei venne a trovarmi peccato però che diede alla reception il numero di camera sbagliato, e quando chiamavano in camera nessuno rispondeva poi le chiavi erano depositate in reception ... nessun problema lei era ancora li con me e questo per me era l'importante.
Passammo il resto della vacanza insieme con Jeab, infatti la mia futura moglie e Jeab erano molto unite, si volevano bene come sorelle, e anche io trovavo molto divertente uscire con Jeab, sapeva bene come fare divertire i clienti del suo bar, drink offerti, uscite in discoteca, cabaret, Karaoke, cene a base di pesce, visite ai templi, comiciai ad affezzionarmi a Jeab, la mia ragazza non era affatto gelosa anche perchè la sua amica non era per nulla interessata a me, tra me e Jeab si instaurò subito una confidenza paragonabile a quella tra un fratello e una sorella, poi lei all'epoca era sposata con un thai molto in gamba, un tipo che sapeva come comportarsi coi farang, lavorava per Franco, era un po' il manager del gogo e ci sapeva fare, lo conobbi quasi subito era un ragazzino magro si chiamava Ood, certo ora pesa 50 kili in più di allora he he ma è sempre un fratello per me.
In quei 15 giorni passati a Patong si creò una forte amicizia con Jeab e successivamente anche con suo marito, io con la mia ragazza stavo sempre meglio, altro che Noi !! Era sempre sorridente, solare come una bambina, mai un problema, mai un litigio, ero convito ogni giorno di più che lei fosse la donna della mia vita.
Passai una vacanza indimenticabile ma dovetti tornare in Italia, per la prima volta in aeroporto una lacrima mi scappò, mi vergogno un po' a dirlo ma è la verità, la mia ragazza e Jeap mi fecero passare due settimane indimenticabili.
Arrivai in Italia e mi sentivo crollare il mondo addosso, era la prima volta che mi sentivo così, altre volte tornato dalla Thailandia avevo avuto un po' di malinconia, ma questa volta era davvero forte, credevo di non farcela, pochi giorni dopo era pasqua, ero a pranzo con i miei parenti, vedevo tutti ridere e scherzare felici, ma io mi sentivo come un pesce fuor d'acqua, il giorno dopo andai a prenotare un volo per Phuket, partenza a giugno.
All'epoca non era così facile tenere i rapporti con una ragazza Thai, non c'era internet, lei non aveva il cellulare, e chiamre mi costava una cifra esagerata, ogni volta per parlare con lei dovevo chiamare Ood chiedergli di poter parlare con la mia Thai, riagganciare, e richiamare poco dopo, nel frattempo lui portava il telefono a lei e io potevo parlare qualche minuto, il tutto mi costava una follia, ma non mi importava molto, sentire la sua voce solo per pochi minuti mi dava la forza di aspettare, ero cotto lesso da fare schifo contavo non solo i giorni ma anche le ore che mi separavano da lei.
Passarono due mesi e mi sembravano due anni, ma finalemte ero ancora da lei, mi venne a prendere in aeroporto insieme con Jeap e Ood, era incredibile mi sentivo come se fossi con la mia nuova famiglia, stavo bene ero felice mi spettavano altre tre settimane incredibili, e fu così ogni giorno sempre meglio, ogni giorno sempre più bello di quell'altro, ero ormai convinto volevo portarla in Italia.
Una sera a cena provai a chiederglielo, così un po' per scherzo, lei accettò praticamente subito, però mi disse che dovevo conoscere prima i suoi genitori altrimenti non poteva venire via con me, dovrei conoscere la tua famiglia ???? Nessun problema, accettai subito, lei rise molto all'idea di portarmi a casa sua, "ma sei prorpio sicuro di voler venire a casa mia ????" mi disse, per me non c'era nessun dubbio, saremmo partiti per Tak due giorni dopo.
... Quale migliore occasione per vedere finalmente un po' di vera Thailandia, il giorno prima di partire per Tak, la mia Thai mi chiese se ero davvero convinto di voler andare dalla sua famiglia, io non solo ero convinto ma ero entusiasta, non avavo dubbi, ma non avevo nenache molto tempo, decisi così che saremmo andati fino a Bangkok in aereo poi da Bangkok a Tak in autobus, volevo vedere il paesaggio, erano circa 450 o 500 kilometri, e io non vedevo l'ora.
Il nostro autobus a Bangkok sarebbe partito alle 15, eravamo alla stazione dei bus, faceva un gran caldo, l'aria era carica di umidità e il sole andava e veniva tra le nuvole, lei mi si avvicinò e mi chiese se avevo caldo, mi passò la sua mano sulla fronte, "aspettami qui" mi disse, e scomparve tra la folla, rimasi seduto sulla banchina, l'unica cosa che davvero desideravo in quel momento ero un po' d'aria condizionata, c'erano almeno una decina di autobus parcheggiati in quella stazione, e da li a breve sarebbe arrivato anche il nostro, c'erano molte persone e tanti bambini, erano tutti thai, io dovevo veramente essere l'unico farang, e anche quello più sofferente, ma lei dove era andata ???, mi sforzai di guardare tra la gente me non la vidi, improvvisamente senti una gran sbuffata d'aria caldissima mi voltai e vidi parcheggiare a pochi metri da me il nostro bus, il motore cacciava un calore bestiale decisi così di allontanarmi ma arrivò subito lei, teneva in mano due sacchettini trasparenti con dentro del ghiaccio e una bevanda colorata, i sacchetini erano chiusi con un elastico e dalla chiuisura ne sporgeva una cannuccia anch'essa trasparente, era come una manna da cielo, mi diede uno di quei due sacchttini, lo divorai.
Poco dopo eravamo in viaggio finalmente per Tak, il pulman correva su una specie di superstrada dritta, il rettilineo si perdeva nell'orizzonte, attaversammo delle campagne sterminate, case in legno stile palafitte si potevano scorgere qua e la, piccoli villaggi composti da poche case erano le uniche cose che caratterizzavano quelle campagne infinite, in ogni villaggio si poteva riconoscere benissimo il tempio, piccoli monasteri dal colore rosso e rifiniti in oro si riconoscevano subito tra le palafitte in legno scuro, ogni tanto una statua gigante del Buddha dominava il villaggio. Il sole cominciava a tramontare colorando il cielo di un rosso fuoco a dir poco unico, che rendeva la visione di questi villaggi quasi irreale, mi perdevo letteralmente in queste immagini e ricordo di essermi quasi commosso, vedevo gli abitanti di quelle piccole abitazioni intenti nelle loro attività, qualcuno stava trasportando dei secchi d'acqua, qualcuno stava cenando in una specie di veranda all'interno della propria abitazione, qualche bambino faceva la doccia in cortile con dei secchi d'acqua, la luce di un tramonto tra i più belli che abbia mai visto in vita mia rifletteva sulle coperture rosse e d'orate dei monasteri, rendendo tutto piu surreale, mi sembrava di stare in una favola.
Lei era al mio fianco e leggeva un fumeto thai, incurante di un paesaggio così bello, ma chissà quante altre volte aveva fatto quella strada, sull'autobus l'aria condizionata cominciava a creare qualche problema, ormai il sole era definitivamente tramontato, l'aria fredda che usciva dai bocchettoni era davvero micidiale, fortunatamente riuscii a regolarla rendendo almeno il mio posto più vivibile, la mia thai la chiuse definitivamente.
Ci servirono anche la cena, consisteva in un contenitore in polistirolo contente del riso della carne con un sughettino rossastro e dei fagiolini, io avevo una fame micidiale, praticamente non avevo ancora mangiato quel giorno, il profumino era molto invitante, si capiva che doveva essere un po' piccante, ma la fame era troppa, cominciai a mangiare come un forsennato, ... mi resi subito conto che era piccantissimo, un vero fuoco, avevo la bocca ridotta a un inferno e mi avevano dato solo un bicchierino d'acqua che non era neanche bastato ad alleviarmi il dolore alle labbra, mi sembrava di avere una piastra ardente in bocca, subito la mia Thai chiese altra acqua e mi consigliò di mangiare il riso, non me lo feci ripetere due volte, divorai il riso che mi aiutò a sopportare il bruciore, la mia fronte grondava sudore e il mio naso era una ridotto peggio di un idrante.
I thai che erano a fianco ai nostri sedili ridevano divertiti da questa scena, alla fine si misero a conversare con la mia thai per quasi due ore.
Arrivammo a Tak di notte, il paese era deserto, non si vedeva quasi nulla, il bus si fermò di fianco ad un Hotel, gran bell'hotel devo dire, e anche l'unico in quella zona, ricordo che ero stanchissimo, eravamo partiti da Patong alle sette del mattino, a Bangkok non ci eravamo fermati se non per aspettare il bus, era passata la mezzanotte, e desideravo un letto fresco e pulito come nulla al mondo.
La mattina dopo lei si alzo prima di me, mai successo da quando la conoscevo, era in pieno fermento, emozzionatissima, mi fece subito capire che non voleva perdere altro tempo, dovevamo prendere un taxi per raggiungere il suo villaggio, e non era facile trovarne uno, guardai l'orologio erano le 8 del mattino, ma io stavo talmente comodo in quel letto che feci fatica davvero ad alzarmi.
Fu lei a preparami i vestiti, mi disse che dovevo vestirmi con abiti leggeri, pantaloncini corti e ciabatte, prese però anche un piccolo zainetto e ci mise i miei jeans ed i suoi, bhà chi se ne frega, qui siamo a casa sua, saprà lei meglio di me che bisogna fare.
Uscimmo, la giornata era bellissima, ma faceva già un gran bel caldo, il paese non era grande, praticamente consisteva in un viale lungo circa un paio di kilometri, e su questo vialone c'era il nostro hotel, ai lati del viale si diramanvano altri viali secondari che a loro volta si diramavano ulteriormente per qualche altro kilometro, ma non era difficile rendersi conto che in quel paese a parte l'hotel e un mercato non c'era praticamente nulla, le case erano piccole palazzine alte non più di tre piani, l'edificio più alto era il nostro hotel, la prima impressione che mi dava quella cittadina era come se fossimo in un villaggio messicano, per quanto non ero mai stato in messico, non so perchè mi diede prioprio questa strana impressione.
Faticammo un po per trovare un taxi, che poi non era altro che uno scassone di macchina che avrà avuto almeno 20 anni, comunque andava bene ugualmente, pagai 500 bath viaggiammo per circa una mezz'ora attraverso campagne, madrie di bufali e galline ...
... Proseguimmo per una quarantina di kilometri percorrendo una spece di strada statale in fase di ristrutturazione che correva lungo le sterminate campagne del nord, quella strada congiungeva Tak a Chang Mai, ma noi voltammo molto prima, arrivati ad una grossa rotonda dove balzava subbito all'occhio un grosso dipinto di sua Maestà, sentii la mia thai dire qualche cosa all'autista del taxi che obbedì voltando a sinistra e imboccando una strada secondaria, stavamo abbandonando quel grosso viale dove sfrecciavano veloci dei camion enormi per proseguire in una strada più piccola, l'unica in mezzo a quei campi infiniti, si potevano scorgere all'orizzonte delle colline, piante di banane e palafitte, solo ogni tanto colpiva la presenza di ville sfarzose che sembravano un po' un pugno in un occhio in quelle distese solitarie, "sono case di farang" mi disse la mia thai, continuammo per una decina di kilometri e il paesaggio era sempre lo stesso, campagne e palafitte, sempre uguale, il taxi voltò poi a destra, la starda si fece ancora più stretta e dissestata, "ma dove diamine vivevano " ricordo che pensai a come si potesse vivere in un postò così remoto, rimanemmo bloccati da una mandria di bufali che ci fece perdere qualche minuto, poi la mia thai cominciò ad illuminarsi, siamo arrivati, mi disse quello è il mio villaggio, era un vialetto per metà asfaltato e per metà sterrato, ai lati alcune baracche e qualche decina di palafitte, una bottega vendeva alcuni generi alimentari e bevande, nulla di più.
Il taxi entrò in un cortile in terra battuta, c'erano tre case in quel cortile, una decina di polli e galline e qualche cane, sotto casa sua una quindicina di persone ci stavano aspettando, quando scesi sentii vociferare, come tutti in coro sorpresi di vedere uno straniero, un farang, mi si avvicinò una anziana donna che mi toccò le braccia, " kao ....kao....kao" non faceva che ripetere la parola kao e mi toccava le braccia e le spalle come se stesse toccando un extra terrestre, la cosa cominciava ad imbarzzarmi, la mia thai mi prese per mano e mi presentò a sua madre, sapevo come dovevo fare, congiusi le mani davanti al volto fino a sfiorarmi il naso "sawaddee kap" non agiunsi altro, lei fece altrettanto "sawaddee kaa" e mi sorrise, tutto intorno i bambini comnciavano a saltare come cavallette e a gridare come matti "... farang put thai ... farang put thai ..." e ridevano divertiti, io ero in uno stato di imbarazzo ma allo stesso tempo ero divertito e incuriosito da quella situazione.
Ci trovavamo sotto casa sua, era una grade casa, in legno sorretta da sei pilastri in cemento a più di un metro e mezzo da terra, sotto era una zona abbastanza fresca quindi le donne del rione si trovavano tutti i giorni nelle ore più calde, quel giorno c'erano anche tutte le sue zie e cugini, fratelli e sorelle visto che io ero un po' la novità del momento.
Più tardi mi portò in casa, si saliva da una piccola scaletta in legno che portava in veranda, subito sulla sinistra c'era la cucina che a dire la verità era conciata male, il legno stava marcendo, l'avrei fatta risistemare io subito dopo il matrimonio, in veranda c'era suo padre, incredibile, era arrivata sua figlia e lui non si era mosso da li, stava guardando la boxe su un canale thai, ma lei non diede peso alla cosa, mi presento a suo padre, il quale mi offrii subito da bere del whisky , pensai che non era carino rifiutare, così accettai, solo un bicchierino, il fatto che avessi accettato lo rese entusiasta ...
Tutto era perfetto, mi trovavo a mio agio, faceva moto caldo, ma stavo bene, più tardi avremmo mangiato tutti insieme anatra e pollo con riso e una salsa piccantissima, e l'immancabile papaya pok pok. Erano tutti molto servizievoli nei miei riguardi si preocuparono subito che avessi un ventilatore puntato contro e che avessi dell'acqua fresca a disposizione, che poi diventò subito birra, la mia thai mi chiese se mi andava di comprare qualche birra, così da rallegrare un po' la cena, per me andava benissimo, in fin dei conti loro mi avevano dato da mangiare, così diedi ad una bambiana che avrà avuto si e no 8 anni 1000 bath, tornò facendosì aiutare da altre amichette con una ventina di Chang Beer e un paio di aranciate, il whisky era già presente, diventò una bella festa in stile thai, le notti a Patong erano ormai un ricordo lontano, pensai che ero finalmente errivato dove volevo, ero felice, ero davvero nella vera Thailandia, poter salutare alla loro maniera e essere salutato a mani giunte come uno di loro mi inorgogliva, ma non chiedetemi perchè, ancora oggi non ne ho idea.
Era ormai notte, la mia thai parlò per ore con sua madre e con le sue sorelle, io ero stato ormai catturato dai suoi fratelli e da suo padre che mi fecero assaggiare il loro cibo e il loro whisky, eravamo sulla veranda era ormai buio era tutto perfetto ...

La mia prima notte in una delle loro case, ... la sua casa. Non pensavo cha sarei riuscito ad arrivare fin li, ma c'ero ero li, ed era tutto vero.
Il nostro letto era un materasso piuttosto grande messo per terra in una delle due camere che componevano la casa, quella notte si fermarono a dormire anche tutte le sue sorelle, loro dormirono in quello che io definivo il soggiorno, in realtà era il grosso della casa una grossa stanza centrale dove c'era qualche vecchio e starampalato armadio, un televisore 17 pollici, un impianto stereo da 300 watt(raba da matti), e un frigorifero, tutto qui..... in mezzo tutto vuoto, aveva due sorelle una la più anziana con due figli e l'altra la più giovane della famiglia, che si fermarono li quella notte in mezzo al soggiorno dormirono per terra con una grossa coperta di lana e senza cuscini.
Noi invece lo avevamo il cuscino, ma era come dormire su un mattone, il letto era protetto da una zanzariera a capanna, si stava bene la temperatura era ottima anzi verso l'alba svegliato per l'ennesima volta dal canto di un gallo che a dire il vero aveva cantato almeno una volta per ogno ora, sentii freddo e mi coprii, la mia thai era completamente sotto l'enorme trapunta, neanche la vedevo più, la raggiunsi l'abbracciai e mi riaddormentai.
Alle otto del mattino il villaggio era già in piena vita da almeno un paio d'ore, sentivo i bambini giocare e le voci di molte persone, ma la cosa che mi svegliò del tutto era l'essere stato invaso da una ventata di peperoncino fritto, cominciai a tossire e a respirare malamente, accidenti ma come si fa a svegliarsi con un odore simile, bhè ormai era fatta, mi alzai e cominciai ad avere la mia prima esperienza con il bagno.
Il bagno non era in casa, bensì in cortile, consisteva in una specie di casupola di tre metri per tre, una turca e tre giare piene d'acqua, mi ci volle un po' per capire qual'era l'acqua per lavarsi e quale per lo scarico, ma per fortuna trovai nella mia thai un'ottima insegnante a riguardo, a dire la verità non faceva molto caldo e l'acqua era fredda, i denti li lavai con una bottiglia d'acqua comprata il giorno prima, imparai presto a conservare almeno una bottiglia d'acqua per lavarmi i denti, l'idea di mettere in bocca l'acqua di quelle giare non mi entusiasmava molto, piu tardi provvederò a fare costruire il bagno in casa, con la doccia, ma siccome di acqua non ne scende quasi mai dopo le otto del mattino, andrò avanti a lavarmi con le giare...che bellezza.
Premesso che col bagno non riuscii mai ad avere una gran confidenza, per quanto riguardava il resto le cose andavano a meraviglia, nel giro di poco più di un' ora, il caldo cominciava a farsi sentire, decidemmo di andare insieme con le sue due sorelle con due dei sui tre fratelli a vedere il lago di Boomibhul era un enorme lago o diga, dove da li si riforniva di energia elettrica gran parte della Thailandia, sfruttando le acque del fiume Ping, la diga era immersa in un parco enorme, ricordo la grandissima quantità di fiori e piante di tutti i tipi, all'interno del parco c'erano delle abitazioni, credo fossero per giardinieri o per gli operai della diga, c'era una banca, qualche negozio e un hotel, con piscina ma offriva più che altro alloggio ai tecnici e alle loro famiglie, il parco era davvoro grande, più avanti c'era anche un grosso mercato, li mangiammo insieme, tutto rigorosamente thai food, certo per me non era facile, molte cose erano abbastanza piccanti e con dei sapori non sempre accettabili, ma era la prima volta e penso di essermela cavata abbastanza bene.
Restammo a casa sua per quattro giorni, e le giornate passavano sempre nella stessa maniera, poi purtroppo la partenza per Phuket io avevo lasciato la mia valigia a casa della sua amica Jeap e avevamo portato solo un piccolo bagaglio e un zainetto con poche cose, oltre tutto avevo solo qualche giorno poi dovevo per forza rientrare in Italia
Partimmo da casa sua alle quattro del mattino, un pick up ci venne a prendere per portarci in aeroporto, io e lei davanti insieme con l'autista, e tutta la sua famiglia compresa di nipotini e cuginetti dietro, si fecero più di 200 kilometri dietro il cassone di un pick up fino all'aeroporto di Phitsanuloke, provai a far stare il bambino più piccolo davanti, ma non c'era verso, loro volevano viaggiare dietro, non c'era niente da fare. Viaggiammo per più di due ore attraverso Tak, Sukhotai e Phitsanulooke dove c'era l'eroporto.
Un ultimo pranzo tutti insieme e poi io e lei ci imbarcammo per Phuket, partivo ma mi mancava tutto, ero quasi commosso ed emozionato, ripercorrevo con la mente tutta quella idimanticabile esperienza, non li avrei mai dimenticati, e promisi che sarei tornato presto da loro, quella promessa la feci non solo a loro, ma anche a me stesso e la mantenni.
Qulche ora dopo eravamo a Patong immersi nuovamente nel caos notturno della Bnagla road e a bere birra sommersi da luci e musiche a tutto volume che tutte insieme erano praticamente incoprensibili percussioni in un mondo che sembrava distante anni luce rispetto alla quiete delle campagne del nord ...

Passai ancora qualche giorno a Patong, ma ormai era ora di tornare in Italia, mi accompagnò all'eroporto di Phuket, feci tranquillamente il check in, poi andammo in un ristornate all'interno del terminal, ordinammo, io un caffè e lei un piatto thai, era seduta difronte a me e la guardavo con un nodo in gola, poche ore e sarei stato lontano da lei, quante cose erano successe in qualla vacanza, quanta strada avevamo fatto insieme, quante persone avevo conosciuto, ero contento ma allo stasso tempo mi si stava spezzando il cuore, così decisi di chederglielo nuovamente, "verresti a vivere in Italia con me ? Ora che ho conosciuto la tua famiglia, tu verresti a conoscere la mia??" mi rispose praticamente subito,..."si " , le dissi di fare il passaporto prima di tutto, io sarei tornato da lei presto, era aprile e al massimo in quattro o cinque mesi sarei tornato a prenderla, rimase a guardarmi in silenzio, chissà se mi credeva, chissà a cosa stava pensando, ma io ero certo, sarei tornato a prenderla, non volevo lasciarla in qual bar anche se lei al momento mi diceva che ormai era la mia fidanzata e se stava al bar era solo come cassiera e per aiutare la sua famiglia ...(mentiva).
Volai verso l'Italia col magone, mi mancava ero a pezzi, ormai ne ero certo, ero innamorato perso e per niente al mondo l'avrei lasciata.
Le settimane passavano lente, io mi ero informato per l'iter burocratico da seguire per farle avere il visto, le mandai dei soldi (ricordo ancora 10.000 bath) per andare a Bkk a fare il passaporto, andò come da programma e fece il suo passaporto, mi spedì subito dopo un fax dello stesso che avrei dovuto presentare in questura per il rilascio della garanzia (all'epoca funzionava così). Mi misi all'opera e dopo ore di coda alla quastura di Milano mi rilasciarono finalmente la garanzia da presentare all'ambasciata per il rilascio del visto, per me era un gran bel successo, era fatta, ormai c'era solo da andare a Bangkok all'ambasciata, ma con la garanzia in mano il più era fatto.
La chiamai quel giorno, come sempre chiamai Ood, il thai marito della sua amica del cuore Jeap, il quale come sempre mi disse di richiamare tra 5 minuti il tempo di portarle il telefono, come da copione richiamai, ma questa volta a differenza del solito mi rispose ancora Ood che mi disse che non c'era al bar qualla sera, come non c'era ?????? Chiesi allora di poter parlare con Jeap che comunque era sempre li con lei, mi rispose tergiversando che quella sera aveva preferito rimanere a casa, nulla di più ... ok la salutai e riagganciai, richiamai più tardi quando ritenevo che ormai anche Jeap e suo marito fossero a casa, visto che condividevano lo stesso appartamento, ma di lei neanche l'ombra, Jeap mi disse che non era a casa e non sapeva dove fosse ... mi si raggelò il sangue, mi sentivo come se stessi precipitando nel vuoto più totale e non avevo neanche il paracadute.......perchè non era a casa ??? dov'era ???
Richiamai altre due volte il giorno successivo, finchè riuscii a far parlare Jeap e venne fuori la verità, era riapparso il suo ex tedesco quello di qualche anno prima, e l'aveva portata a Samui !!!
Mi sentivo crollare il mondo addosso, ma perchè mi stava facendo questo, che le avevo fatto io di male, ma perchè ??? Domande a cui non riuscivo a trovare una risposta, ero disperato, deluso, tradito, umiliato, avevo fatto di tutto per prepararle i documenti per venire in Italia, era solo questione di qualche mese poi l'avrei portata qui, ma lei aveva preferito andarsene a Samui col suo ex.
Due giorni dopo, squillò il telefono, era lei ......."Tiruck, I know you are angry but I love you, please forgive me I just want stay with you forever, I know what I want now, please dont leave me ..."

L'averla sentita per telefono dopo alcuni giorni di angoscia tremenda era per me un sollievo incredibile credevo di averla persa per sempre, il risentire la sua voce mi faceva rinascere, mi stava facendo rinascere, l'amavo troppo per perderla e avevo deciso di perdonarla, in fin dei conti lei era la e io ero qua in Italia le avevo fatto un mare di promesse e le stavo mantenedo, ma di concreto non avevo fatto ancora nulla per lei,forse avevo sbagliato a lasciarla in quel bar, forse stavo sbagliando a perdonarla ma sentivo che era la cosa giusta da fare.
Decisi di accellerare i tempi era la fine di agosto e decisi di partire praticamente subito per andarla a prendere, non volevo rischiare di perderla di nuovo, parlai con la mia famiglia e naturalmente lo scetticismo era praticamente convinzione sia di mia madre che di mio padre, anzi mio padre si dissociava completamente dal considerare la cosa come saggia e positiva, a dire la verità neanche la voleva prendere in considerazione, una thailandese ??? "Ho fatto tanti sacrifici nella vita per vederti andare con una Thailandese che qui in Italia non si integrerà mai e non troverà mai neanche un lavoro ??? tu sei pazzo !!!"
Ma io non intendevo farmi intimorire da niente e nessuno ero una specie di schiaccia sassi passavo sopra a qualunque ostacolo e a chiunque, non mi importava di nulla, sapevo di esserne innamorato perso e volevo vivere insieme a lei.
Partii intono al 10 - 12 settembre l'appuntamento era a Bangkok in aeroporto, nel frattempo le avevo chiesto di lasciare il bar e raggiungere i suoi genitori a Tak, ci saremmo rivisti a Bkk al mio arrivo, lei obbedì alla mia richiesta era diventata improvvisamente docile e obbdiente come un agnellino, qualunque cosa che chiedevo lei obbediva e non mi diede più nessun problema la sua fedeltà da quel momento divenne praticamente inossidabile.
Arrivai a Bangkok alle sei del mattino, il caldo era tremendo come sempre, passai i passaporti e ritirai il mio bagaglio, fuori c'era un sacco di gente che aspettava, tour operator con cartelli recanti i nomi dei loro ospiti, poi thai, tanti thai ad aspettare chissà chi ...
guardai tra la folla ma non la vedevo, improvvisamente mi assalì un terribile dubbio, lei non c'era, non era venuta, ancora una volta era scappata da qualche parte, mi aveva preso in giro, mio Dio mi sentivo sudare freddo credo che ad un certo punto sono addirittura diventato pallido, ero andato laggiù per niente ????? Eppura cercavo con lo sguardo cercavo disperatamente, ma nulla, non la vedevo, finchè mi sentii chiamare era la in mezzo alla folla agitava la mano e mi chiamava per nome, era lei mio Dio gazie, era venuta all'appuntamento.
Parlammo molto in albergo del perchè le era venuta la brillante idea di andare a Samui col suo ex, e di quanto mi avesse fatto soffrire, mi spiego che lui si presentò da lei una notte mentre pioveva, voleva portarla con lui a Samui, ma lei rifiutò, lui si ripresentò a sera dopo dicendiole che aveva un regalo per lei, non voleva portarla a letto, ma voleva darle un regalo, le diede appuntament in casa della sua amica Jeap, lui presentòpuntuale con un cucciolo di poco più di un mese di barboncino toy, era come una pallina di morbido pelo bianco che faceceva dei piccoli versi come fosse un gatto, ma era un cucciolo di barboncino toy.
Alla fine la convinse e andarono a Samui insieme col cagnolino, ma mi giurò e spergiurò che rimase la con lui solo tre giorni e questo era vero, e che non fecero nulla,infatti lui dopo tre giorni la rimandò a Phuket perchè lei si rifiutò di fare sesso e voleva tornare indietro...
Non ho mai voluto soffermarmi a pensare se questa seconda parte della spiegazione fosse vera oppure no, in ogni caso non volevo lasciarla e la presi per buona.
Presentammo tutta la documentazione all'ambascata italiana per il rilascio del visto, ci dissero che dovevamo presentarci la settimana dopo per il ritiro, ok perfetto nel frattempo saremmo andati nuovamente a Tak a trovare i suoi, lei aveva in banca 40,000 bath mi spiegò che praticamente la stavo portando via dalla sua famiglia e che dovevo dare dei soldi ai suoi genitori, mi spiegò che praticamente era una specie di usanza, lei non avrebbe più lavorato e non poteva più mandare i soldi alla sua famiglia, ma allo stesso tempo non voleva farmi spendere altri soldi, così decise di dare alla sua famiglia l'ammontare di quello che aveva sul suo conto corrente, gurdai il suo libretto, erano i risparmi di due anni di lavoro, quei soldi le servivano per comprarsi il motorino nel caso fosse rimasta a Patong, ora li avrebbe dati alla sua famiglia, io non solo ero daccordo ma ci aggiunsi altri 10,000 bath, di più non potevo fare al momento, le spese erano veramente tante per portala in Italia e per il momento non potevo fare di più.
Restammo a Tak una settimana, in casa c'era il cuccuilo di barboncino, era davvero carino, e aveva conquistato anche me, il cucciolo rimaneva sempre in casa, non scendeva mai in quanto gli altri cani lo avrebbero cacciato di sicuro e probabilmente lo avrebbero ammazzato, una mattina vidi suo padre fare una gabbietta in legno chiesi alla mia thai che significato avesse quella gabbia, qualche cosa mi diceva che era per il cane, lei mi spiegò che non trovava il coraggio di chiedermelo ma avrebbe desiderato tanto che il cane fosse venuto con noi in Italia ... NOOOOOOO, non so perchè ma me lo sentivo, bhè non ci fù molto da discutere, il cane sarebbe venuto con noi in Italia, dopo averle fatto fare tutte le vacinazioni e averle fatto un regolare biglietto per Milano (costo 3800 bath di sola andata) era una femmina si chiama Fang e vive ancora con la mia famiglia.
Dopo qualche difficoltà ottenne il visto ormai era fatta, partenza per Milano il 2 ottobre arrivo il 3 ottobre, proprio il giorno del mio compleanno, ancora non mi sembrava vero, qualche problemino in aeroporto a Bkk, il comandante del volo non ci lascio tenere il cucciolo in cabina passeggeri, doveva viaggiare nella stiva, la gabbietta non era idonea, fedi di tutto per convincere l'assitente di terra al check in, ma non ci fù nulla da fare, il cane per ordine del comandante sarebbe volato nella stiva, lei piangeva come una fontana, vedeva il cagnolino essere porteto via come una valigia e lo sentiva guaire, ma ormai non potevamo fare altro, onestamente credevo che l'avremmo ritrovato morto ma non volevo dirlo alla mia thai stava soffrendo troppo.
Invece a Roma mentre eravamo in attesa del volo per Milano provai a chiedere ad una hostess dell'Alitalia se era almeno possibile sapere le sorti del cane, appena saputa la storia si mobilitò, parlò con qualcuno via radio e la mia Thai ottenne il permesso di andare a vedere come stava il cane mentre veniva imbarcato sul volo per Milano, purtroppo la gabbietta non era idonea ma almeno il cane era vivo.
Poco dopo eravamo a Milano, aeroporto di Linate, erano venuti a prenderci i miei genitori, mio padre che tanto si era opposto alla mia scelta di vita, si presentò in giacca e cravatta, era emozzionatissimo e io ero tanto felice che mi scoppiava il cuore.
I miei genitori furono subito colpiti dai suoi occhi, ma soprattutto dal suo sorriso, chissà chi si aspettavano di vedere, in pochissimo tempo l'adottarono non solo come mia moglie, ma anche come loro figlia erano orgogliosi di noi due, non sapevano che otto anni dopo aver dato loro questa gioia, gli avrei dato una delusione tremenda, avrei fatto loro perdere qualcosa che amavano tanto come fosse una vera figlia.

Si integrò subito, fù piu facile di quello che pensassi, i miei genitori la presero subito in simpatia, e fu davvero incredibile vedere come erano riusciti ad affezzionarsi a lei nel giro di pochissimi giorni.
Dopo esseree andati a Roma e avre risolto tutti gli impegni burocratici, passammo il primo mese in Italia come se fosse una vacanza, per lei tutto era nuovo, fù davvero incredibile vedere come si prendeva cura della casa, tutto era in ordine, tutto era perfetto, non mancava mai nulla, ricordo la sera a cena, i suoi occhi si allungavano sempre oltre la bottiglia d'acqua e i bicchieri a verificare che avesi il pane e che tutto fosse a posto, poi appurato che nel mio piatto non mancava prorpio niente e tutto era perfetto, tornava a mangiare rilassata e soddisfatta come una bambina. (Ho un po' di commozione in questo momento)

Per me sta' cominciando a diventare difficile rivivere quei momenti.

Certo, era come avere di fianco una futura moglie e una figlia allo stesso tempo, era dolcissima, per lei tutto era nuovo, vedeva tutto con occhi curiosi proprio come i bambini, aveva la mania dei fiori, mi stava riempiendo la casa di fiori e fiori secchi, un giorno le dissi di non fare diventare la nostra casa una serra, ma stavo per lo più scherzando, lei si offese moltissimo e non mi parlò per diverse ore, cercai di dirle che stavo scherzando ma non ci fu niente da fare era arrabbiata e me lo stava dimostrando benissimo, fù una delle nostre prime litigate in Italia.
Tutto procedeva a meraviglia, lei mi chiese se poteva andare a scuola per imparare l'italiano e in una settimana cominciò a frequentare il corso per stranieri, apprendeva con una rapidità impressionante, studiava e si applicava in maniera impeccabile, io ero orgoglioso di lei, avevo dimostrato atutti e a me stesso che ero riuscito ad arrivare dove volevo grazie alla forza di volontà e all'amore per questa ragazza.
Decisi di sposarla, per avere un prolungamento del permesso di soggiorno avrei dovuto presentare le pubblicazioni di matrimonio, e così fù, avevavmo tempo altri sei mesi, per conoscerci meglio e convivere ancora un po', anche se io ne ero praticamente certo, la volevo sposare, ne ero praticamente innamorato perso.
Un giorno di dicembre, si mise a nevicare, era la prima volta che vedeva la neve, non so come descrivere il suo sguardo, era una fontana di fleicità , rimase col braccio fuori dalla finestra per non so quanto tempo, così decisi che forse era meglio mettrle sciarpa e giacca a vento e portarla fuori a giocare con la neve, così mi stava solo congelando la casa e rischiava anche di prendersi un coplo di freddo, era felice, ricordo che fece una grossa palla di neve e mi chiese di farele un pupazzo, ci provai, ma poi si mise a nevicare troppo forte e ormai stava facendo buio, meglio tornare a casa, era felice e io credevo di vivere un sogno, ma se era un sogno meglio non svegliarsi più.....
I mesi passavano velocissimi e lei era sempre più felice di vivere con me, ogni tanto si arrabbiava per cose inutili, una volta le dissi che non era necessario fare la lista della spesa, stavamo andando al supermercato, ma era solo per fare un giro, a dire la verità in casa non mancava quasi nulla, nonostante tutto lei con una tranquillità classica dei thai, si era messa a compilare una piccola lista di quattro o cinque cose che servivano per la casa, io ero gà pronto per uscire, e non avevo molta voglia di aspettare che finisse di scrivere, così le dissi in maniera molto sbrigativa che quella lista non era necessaria, non l'avessi mai fatto, si chiuse in camera e non volle più uscire, la sua reazione quella volta fu un po' troppo esagerata, e io mi arrabbiai veramente perchè non ritenevo giustificabile un comportamtno così duro e acido, in fin dei conti non le avavvo fatto niente di male, avevo solo espresso un parere.
Episodi del genere erano comunque rarissimi, passavamo settimane e settimane senza mai litigare neanche cinque minuti, poi ogni tanto capitava qualche momento poco simpatico, ma tutto si sisolveva in poco tempo, e intanto si avvicinava sempre di più il giorno del matrimonio che avevamo fissato per il 23 marzo 1996
Mio padre era il più intrapprendente, sembrava dovesse sposarsi lui, praticamente pensò a tutto, era più agitato lui di me e mia moglie messi insieme, ma arrivò il gran giorno,c'erano tutti i miei parenti e tutti i miei amici più alcune sue amiche thailandesi che conobbe andando a scuola, ancora oggi sono rimasto in amicizia con loro e con i loro mariti, non c'era la sua famiglia, non fu possibile farli venire, ma comunque avremmo fatto un altro matrimonio a Tak a luglio in puro stile Thai.
Eravamo nella piazza del comune, c'erano proprio tutti, amici e parenti, arrivò la macchina con la sposa, io quella mattina non l'avevoo ancora vista, la notte precedente lei dormì dai miei genitori, erano le dieci del mattino e per la prima volta mi sentii davvero emozionatissimo, fino a quel momento non avevo avuto grosse preoccupazioni, ed ero rimasto molto tranquillo, ma alla vista dell'auto, cominciò a venirmi inspiegabilmente un senso di panico e di ansia che non riuscivo quasi a contenere, poi la vidi scendere, era bellissima, un abito bianco lungo ne rislatava la sua pelle ambrata, i capelli raccolti ma con lunghi ciuffi leggermente mossi a cadre sulle spalle, una coroncina lasciava cadere fili di minuscole perle sembrava accentuare ancora di più i suoi occhi leggermente a mandorla, riuscii a intravedere le scarpe bianche poggiare a terra per un istante, poi il lungo abito bianco ne coprì la visione, alcuni miei amici cominciarono ad applaudire urlando frasi di approvazzione, e io restavo li immoblie a vedere una tale bellezza avvicinarsi con in mano un bouchet di fiori bianchi e blu, ero pietrificato, la vedevo talmente bella che non riuscivo a credere che sarebbe diventata mia moglie ...

Fu una bella cerimonia e un'altrettanto bella festa, dopo il pranzo che durò diverse ore, ci congedammo e con pochi amici, i più intimi e i più cari, finimmo la notte in discoteca, mia moglie aveva un sorriso davvero bellissimo, proprio di chi era veramente felice.
Dopo il matrimonio, la parte burocratica per la sua residenza fù come bere un bicchier d'acqua tutto procedeva a meravigla, eravamo davvero felici, lei era l'unica thailandese di questo quartiere e la gente aveva imparato ad aprezzarne il suo fascino tipico orientale e la sua ingenuità, avevano tutti grande affetto per lei, lei che aveva sempre un sorriso e cinque minuti da dedicare a chiunque, soprattutto bambini e anziani, anche se con un italiano ancora molto acerbo e stentato riusciva sempre a risultare cordiale e squisità, e ogni volta che incontravo qualcuno per la strada, magari anche persone con cui non parlavo da mesi o da anni, i complimenti per mia moglie erano all'ordine del giorno.
I mesi passavano veloci insieme a lei, ma era anche arrivato il momento di andare a trovare la sua famiglia, decisi di prendere tutte le ferie che avevo, e andammo 4 settimane in Thailandia, due settimane a Tak e due a Phuket, partimmo nel luglio del 1996.
Eravamo ancora a Tak il viaggio fu lunghissimo, scalo a Bangkok e coincidenza per Phitsanuloke, poi da li altre tre ore di taxi fino a Tak e via ancora verso il distretto Samngao nelle più remote campagne del nord.
Non ero mai stato così a lungo in un posto così remoto e ancora così primitivo, era tutto come lo ricordavo dall'anno precedente, non era cambiato nulla pefino il colore rossastro delle strade ancora sterrate, la bottega che vendeva bibite e bustine di spaghetti thai liofilizzati (mamà) era esattamente come la ricordavo, un villaggio e tutt'attorno solo campagne, bufali, piantagioni di banane e sterminate risaie arrivavano fino ai piedi di colline che appena si pronunciavano all'orizzonte, era bellissimo.
Certo due settimane era un buon periodo, io avevo sempre il mio solito problema con il bagno, farsi la barba era una impresa, e la mattina mi occorreva un po' di tempo per organizzare il mio ingresso in bagno che ancora si trovava in cortile, dimenticarsi qualche cosa come l'asciugamano, significava dover tornare in casa per recuperarlo, ma mi ci abbituai in qualche modo e comunque anche quello facava parte del fascino di un posto così speciale, anche se apparentemente di speciale non aveva proprio niente.....apparentemente.
Un pomeriggio eravamo tutti sotto casa sua come al solito, stare sotto casa era una consuetudine perchè quello era il posto più fresco, anche se per me faceva sempre caldissimo, ma almeno c'erano delle amake dove io mi lasciavo assopire nelle ore pomeridiane più calde, tutt'attorno solo il canto delle cicale e le voci delle donne thai che passavano ore e ore a parlare mangiando pappaya pok pok e mango. Allimprovviso si sente in lontanaza una starna musichetta e uno strombettio come di una vecchia trombettta che ormai non riusciva quasi più suonare, era il carrettino dei gelati, tutti i bambini corsero incontro al carretino e chiedevano a gran voce il gelato, mia moglie mi guardò mi sorrise e alzò apena le spalle, io capiii subito cosa cercava di dirmi, le dissi di ordinare gelato per tutti i bambini, erano una decina o poco più, non arrivai nenache a pagare 100 bath, pochi minuti dopo vedevo tutto intorno bambini col loro gelato che grondava longo il cono e sulle loro braccia era incredibile vedere tanta gioia solo per un cono gelato, in fin dei conti il loro divertimento era giocare con i polli e con qualche pezzo di legno, un gelato era una festa e io rimasi sempre più colpito dal vedere come si poteva ancora apprezzare piccole cose come un semplice gelato. ma ciò che mi colpì di più fu mia moglie che, non so, si commosse e mi disse piangendo "guarda come sono contenti, non hanno niente e per un gelato hanno la gioia negli occhi...." quel giorno mi rimase impresso nella memoria, può sembrare strano, ma in un contesto come quello in cui mi trovavo, in un posto così lontano e così remoto, quella fu una delle più belle giornate trascorse in Thailandia.

Le giornate proseguivano lente e tutte pressochè uguali nel villaggio di Samngao, avevo intanto ingaggiato una piccola squadra di "muratori" per il rifacimento della cucina, lavoravano sodo fin dalle prime ore del mattino, e fino al tardo pomeriggio era un continuo trasportare assi di legno e martellare senza sosta.
Ogni tanto con le sorelle e i fratelli di mia moglie partivamo con dei motorini scassatissimi per andare alla diga essendo quella l'unica attrazione in quelle sterminate campagne, il caldo era micidiale, nonostante fosse luglio e quindi in piena stagione monsonica, non pioveva mai, ogni tanto all'orizzonte si formavano grosse nubi minacciose, ma si scariccavano ogni volta sulle coline che incorniciavano l'orizzonte, l'aria era bollente e quasi dava l'impressione che scottasse, e io mi domandavo come riuscissero a vivere per anni e anni in un posto così primitivo e senza il minimo confort, e perchè ogni volta che me ne andavo da li mi si riempiva il cuore di nostalgia ????
Domande alle quali ancora oggi non ho trovato una risposta ma forse non la voglio trovare questa risposta.
La sorella maggiore di mia moglie era di una simpatia travolgente, due figli alta 1,55 grassottella e pacioccona, non era mai uscita dal villaggio se non per andare a Tak, tutti i giorni mi si presentava davanti e mi parlava in thailandese mimando qualche cosa, io la guardavo inebetito e poi cominciavo a parlarle in Itlaiano, frasi buttate li senza il minimo senso fino a che scoppiavamo tutti ai ridere come matti, e lei finiva sempre col chiedermi se volessi mangiare un po' di pappaya pok pok, una misciela micidiale di papaya, pomodorini pesce marcio, una quantuità spropositata di peperoncino e una punta di zuccherò perchè dicevano che altrimenti era troppo piccante, mhà....
Nel tardo pomeriggio come di consueto, mi alzavo dall'amaca e mi recavo alla bottega del villaggio a comprare birra e aranciata per la sera, ormai mi conoscevano, la vecchia prorpietaria del negozzio mi preparava i sacchetti con dentro tutte le bevande di cui necessitavo, un giorno metre tornavo dalla bottega vidi un carretto con della carne, c'era di tutto, costine di maiale, un paio di polli e carne di manzo o bufalo, decisi di comprare tutto quello che vendeva, le lasciai solo i due polli, per circa 200 bath comprai tutta la carne che aveva, era comunque tre o quattro chili di roba non di più, voleva anche darmi il resto ma lasciai perdere quella sera avevo fame e volevo improvvisare una festa, non se lo fecero ripetere due volte, le donne cominciarono a cucinare, il padre di mia moglie era improvvisamente rinato alla vista di tanta birra, preparò di sua iniziativa il piccolo impiantino stereo, piccolo ma con casse che sparavano 300wat di potenza, mangiammo e bevemmo fino a tarda notte ormai non mancava molto, pochi giorni dopo saremmo partiti per Phuket.
Come sempre, ci accompagnarono all'aeroporto di Phitsanuloke tutti, fratelli, sorelle, mamma, papà e qualche nipotino, noi sempre sul pick up davanti e loro dietro nel cassone, per loro andare a Phitsanuloke era come vivere un giorno di festa, si vestivano sempre con i migliori abiti ricordo suo padre era pettinato di tutto punto e tutto orgoglioso di andare fuori dal villaggio, non parlava molto suo padre ma era una brava persona, non mi chiese mai un centesimo, se ne andave nelle risaie la mattina presto, poi il pomeriggio tornava a casa e stava in veranda davanti al televisore, tra me e lui c'era un tacito accordo, verso le cinque del pomeriggio Chang Beer gelata io e lui in silenzio a guardare il sole tramontare oltre le colline, in uno sfondo arancione appena velato dalle nuvole, e lui se ne stava la ad aspettare che arrivassi, io con la Chang e lui a porgermi la solita sigaretta di tabacco thai fatta a mano che io fumavo solo in parte perchè troppo pesante per i miei gusti.
Questa era la vita del villaggio, piccole cose sempre uguali, ma sempre uniche, e anche per qualla volta con grande nostalgia dovetti partire, desinazione Phuket.
Ci salutammo difronte al check in del piccolo aeroporto di Phitsanuloke, non prima però di aver pranzato tutti insieme per l'ultima volta in un piccolo ristorante con tavolini e sedie di plastica, poche ore dopo ci trovammo catapultati nella caotica Bangla road, che nulla aveva a che vedere con la Thailadia del nord, eccoci di nuovo tra i bar e i locali pieni di fanciulle e musica a tutto volume, mia moglie era emozionata perchè avrebbe rivisto la sua amica del cuore Jeab della quale non aveva notizie da diversi mesi, Jeab non gestiva più il Domino bar, aveva trasferito il business prorpio sul passaggio pedonale della Bangla road, aveva aperto il 69bar, una specie di pub con tanto di dj e ampi spazzi per muoversi e fare baldoria, in fin dei conti dopo tanto relax e tranquillità su nel nord, mi lasciavo trasportare volentieri dalla mondanità di Patong, mia moglie si mise elegantissima qualla sera, vide Jeab vicino alla casssa del pub, corse incontro si salutarono con le mani giunte poi un abbraccio soffice senza all'apparenza troppi entusiasmi ma sincero e fortemente sentito, sembrava strano vedere due ragazze così unite da una forte amicizia e da un forte rispetto reciproco, mia moglie ancora non sapeva che Jeab, la sua amica sorella che tanto amava, sette annni più tardi avrebbe facilitato il mio tradimento mettendomi tra le braccia di Luck, una creatura che entrò nella mia vita stravolgendo tutte le mie convinzioni e i miei ideali, squarciando in pochi giorni l' amore per mia moglie, un amore che credevo inossidabile e che invece Luck riuscì in poco tempo a far sciogliere come un pezzo di burro al sole, ma questo accadrà sette anni più tardi, per ora io non avevo che occhi per lei, la donna che avevo sposato e che volevo fosse la donna della mia vita.
Passai ancora qualche giorno a Patong, ma ormai era ora di tornare in Italia, mi accompagnò all'eroporto di Phuket, feci tranquillamente il check in, poi andammo in un ristornate all'interno del terminal, ordinammo, io un caffè e lei un piatto thai, era seduta difronte a me e la guar