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Mai Pen Rai
"Tutto
è questione di donare.
Gli uomini felici sono coloro che si donano.
Gli insoddisfatti coloro che soffocano l'esistenza in un perpetuo
tirarsi indietro,
chiedendosi continuamente che cosa stanno per perdere.
Donarsi completamente, sempre.
Fare ciò che si deve generosamente, con il massimo impegno,
anche se l'oggetto del dovere è senza grandezza apparente."
Leon Degrelle
A Sisto, mio solido sostegno nei momenti di maggiore scoramento…
Roma, 14 febbraio 2004
INTRODUZIONE
Viaggio in Thailandia, a Bangkok :"Ad un certo punto mi sono reso conto che la gente della mia età
non aveva più i miei stessi principi, le mie stesse priorità.
A dire la verità non che i miei fossero ben definiti, i loro invece
sì, ma da qualcun altro, loro li accettavano e basta".
(Michael Stipe)
Viaggio in Thailandia , a Bangkok : giorno 1 . Ognuno di noi, della vita e dei suoi significati più profondi, ha
una visione personale e soggettiva, frutto di educazione, esperienze
vissute, retaggi culturali e quant'altro. La fittizia
contrapposizione filosofica tra stoici ed epicurei dimostrò, già
nell'antichità, come persino nell'ambito di una stessa cultura le
vie di interpretazione dell'esistenza possano condurre a punti
d'arrivo diametralmente opposti.
Viaggio in Thailandia , a Bangkok : giorno 2 . Molti di noi operano un vero e proprio sincretismo culturale,
ridisegnando il mondo a propria immagine e somiglianza (o forse
dovremmo dire convenienza), utilizzando ciò che ritengono positivo
di varie culture, credenze e filosofie di vita, assorbendo
dall'esterno e rielaborando all'interno, molto più propensi ad
interpretare piuttosto che ad applicare. Alzi una mano, tanto per
fare un esempio, chi fra i numerosi timorati di Dio che mi stanno
leggendo vive le proprie esperienze sessuali solo dopo il matrimonio
o non usa anticoncezionali. Eppure i precetti di Santa Romana Madre
Chiesa non lascerebbero spazio a molte varianti sul tema.
Viaggio in Thailandia , a Bangkok : giorno 3 .A mia volta non credo di essermi sottratto in tal senso a questo
procedimento, arrivando a tracciare un personalissimo quadro
esistenziale che ci vede di fondo sommersi dalla merda della vanità,
dell'ipocrisia, della vigliaccheria e di ogni genere di debolezza
umana, un mare nel quale bisogna tuttavia nuotare, magari facendo
anche finta di compiacersene.
Viaggio in Thailandia , a Bangkok : giorno 4 . Ritengo cioè la vita già abbastanza un prolifico concentrato di
negatività, per poterci anche permettere il lusso di piangerci
miseramente addosso ed è per questo che la goliardia, l'autoironia,
la voglia di ridere di se stessi, dei propri difetti, delle proprie
sventure, di tutto ciò che di negativo colpisce noi o gli altri,
sono diventati per me gli ingredienti essenziali per darci
l'opportunità di acquisire una serena rassegnazione di fronte alla
malasorte, di poter cogliere in ogni evento o circostanza
sfavorevole una luce che rischiara e per, come si suole dire, "prenderla
con filosofia".
Viaggio in Thailandia , a Bangkok : giorno 5. Perché alla fine siamo tutti dei buffoni e portiamo tutti una
maschera, anche se ci prendiamo un po' troppo sul serio e non
riusciamo a trovare il tempo per ritornare ad essere bambini, per
apprezzare la poesia che è nella vita, per emozionarci ancora
dinanzi al bello.
Viaggio in Thailandia , a Bangkok : giorno 6 . Quell'autentica epopea della commedia umana che risponde al nome
di "Amici miei" (nei suoi vari atti) rappresenta, con i suoi
sconquassati protagonisti interpretati da maestri quali Ugo Tognazzi
e Adolfo Celi, la quintessenza di un tale modo di concepire la vita,
offrendoci un ritaglio di quotidianità dove persino l'affermato
chirurgo molla all'improvviso l'operazione in corso, se arriva la
chiamata degli amici che lo convoca ad una nuova esilarante
zingarata in loro compagnia.
Viaggio in Thailandia , a Bangkok : giorno 7. Nella propria ed unica grottesca paradossalità, le pellicole di
questa saga del divertimento ci insegnano l'arte della
sdrammatizzazione, arrivando all'eccesso delle risa al corteo
funebre in onore dell'amico scomparso. Ecco, io che amo gli eccessi
e gli opposti, nel mentre sfrego piricamente gli zebedei in mio
possesso, configuro nella mia mente la celebrazione della mia
lontanissima dipartita in due modi, uno all'opposto dell'altro: o
con un corteo che si dipana fendendo le due ali di una folla di
legionari di ogni tempo che protendono al cielo i pugnali da
battaglia, o con una goliardica e dissacrante festa di piazza.
Perché dramma e commedia sono pur sempre due facce di una stessa
medaglia: la rappresentazione della vita.
Viaggio in Thailandia , a Bangkok : giorno 8. Così recitava Bruce Dickinson, voce degli Iron Maiden,
nell'introduzione al brano "Hallowed be thy name":
"Ma presta attenzione alle mie parole, credi che la mia anima
continui a vivere e non preoccuparti proprio ora che vado al di là,
a vedere la verità. Quando sai che il tempo a tua disposizione è
finito, forse solo allora cominci a capire che la vita quaggiù è
solo una strana illusione."
E allora, perché non provare a viverla al meglio, questa illusione?
Scritte in premessa cotante stronzate, veniamo al dunque. Non vi è
alcun dubbio che gli ultimi mesi della mia già turbata esistenza
abbiano messo a dura prova la mia capacità di affrontare i problemi,
in questo caso i drammi, con l'auspicata capacità di ironia.
Spingendosi più in là, si potrebbe tranquillamente dire che se non
sono andato al manicomio a 'sto giro, nun ce vado più.
Passare undici mesi a cercare di capire se la donna che vive al
tuo fianco tu l'ami oppure no, a lottare disperatamente contro il
contrattempo perennemente dietro l'angolo, a temere quotidianamente
che quella bomba ad orologeria che hai scelto per moglie possa
esplodere da un momento all'altro, non è cosa da augurare nemmeno al
peggior nemico.
Viaggio in Thailandia , a Bangkok : giorno 9. Il periodo successivo alla morte di mio padre, avvenuta nove anni
orsono, lo volli rimarcare con un vistoso tatuaggio, un simbolo che
per me esprimeva una calma solare e olimpica, una ferma
impassibilità di fronte al burrascoso volgersi degli eventi. Non è
escluso che io adesso non faccia altrettanto, come per procurarmi
volutamente delle cicatrici sulla pelle ogniqualvolta io senta il
bisogno di manifestare una ferita dell'animo, tanto per ricordare a
chi di dovere, nel momento in cui mi dovrà giudicare dopo morto, i
terribili morsi che la vita mi ha inflitto.
A sua volta, il desiderio di mettere in righe questa triste
esperienza, in un modo che potrà anche sembrare contraddittorio per
la sua ricercata vena comica (se confrontata alla drammaticità degli
eventi), deriva dalla volontà di fermare nel tempo, quasi di
marchiare a fuoco, un particolare momento della mia esistenza, per
magari poterlo analizzare poi a distanza di anni. Va da sé che la
capacità di riderci sopra l'ho raggiunta solo di recente, grazie a
quella impareggiabile medicina che è il tempo, capace di lenire
tutte le ferite (questa rimane comunque ancora aperta).
In secondo luogo era nata in me l'esigenza di voler mettere al
corrente in maniera dettagliata gli amici che con apprensione hanno
vissuto i miei scorsi travagliati mesi, riguardo ai motivi della mia
scelta e dei particolari della vicenda, cercando di renderli un poco
più edotti su cosa voglia dire Thailandia e donne thailandesi, al di
là delle banali, sterili e presuntuose generalizzazioni.
Viaggio in Thailandia , a Bangkok : giorno 10.
Non da ultimo, la presente stesura, sia nella forma di racconto
romanzato che in quella di reportage forumistico e documentaristico,
ha la presunzione di voler fornire ai nuovi contagiati da
thailandite che eventualmente dovessero leggermi, una valida guida
alla conoscenza dei sentimenti e delle situazioni che si verranno
conseguentemente ed inevitabilmente a creare a seguito di una simile
malattia.
Alla fine del racconto molte persone (soprattutto di sesso
femminile), dopo lunga e profonda meditazione, pronunceranno la
fatidica frase: "Ma chi glielo ha fatto fare?"
Non ho motivo di dubitare che si tratterà delle stesse identiche
persone che in diverso ambito affermano di credere ciecamente
nell'amore, contestando la pur triste teoria che dice che gran parte
degli uomini e delle donne nasce e muore senza avere mai avuto la
fortuna di comprendere il vero significato della parola amore,
sostantivo scomodato il più delle volte del tutto impropriamente.
Viaggio in Thailandia , a Bangkok : giorno 11. Peccato poi che questi innamoratissimi individui siano
tranquillamente pronti a cornificare il partner di turno ad ogni
propizia occasione o a porre continue questioni di carattere venale
all'interno del rapporto, all'insegna del disinteresse e della più
sfrenata e lasciva passione sentimentale…
La mia idea di amore è quella di uno stato d'animo interiore che
sgombra ogni indugio, ogni ostacolo, che ti impedisce di ragionare,
che ti rende protagonista di ogni slancio, di ogni gesto, senza
calcolo, come una droga. Ne diventi dipendente, sei disposto a
qualunque cosa e questo ti rende volubile a vantaggio del partner
che, se divenuto consapevole di ciò e disonesto nell'animo, può
essere indotto ad ogni forma di profittazione utilitaristica. In
parole povere, tu vivi per lui/lei.
Tanto per capirci, io ad Ann, la donna divenuta mia moglie, volevo
molto bene e con lei ho vissuto momenti di intensa felicità, ma se
ne fossi stato perdutamente innamorato, sarei adesso un uomo
completamente rovinato.
Viaggio in Thailandia , a Bangkok : giorno 12.
Troppo spesso si scambia l'amore con l'affetto generato
dall'abitudinarietà del rapporto, dal piacere di stare insieme per
darsi piacere. Questo è ciò che rimane dopo anni di matrimonio,
anche nei rari casi in cui in origine l'amore fosse esistito davvero,
cosa che, tutto sommato, mi sembra sia già molto. Tanto più in quei
casi (secondo me la maggioranza) in cui ci si sposa e si suggella
l'unione più per la paura di affrontare la vita da soli che per un
reale interesse verso l'altra persona, un timore tale da indurre a
rinunciare a tutte le libertà e a tutti gli indiscutibili vantaggi
che la vita da single fornisce.
Viaggio in Thailandia , a Bangkok : giorno 13. Troppo spesso non ci si accorge affatto che non si vuole bene
tanto alla persona con la quale condividiamo l'esistenza, quanto
alle cose che quella persona ci garantisce: non ci si affeziona
tanto all'individuo in sè, quanto ai benefici fisici e mentali che
dall'unione scaturiscono. Conosco tipi che si sentono uomini a metà
se non vivono una relazione con una donna, schiavi come sono della
tranquillità emotiva e del senso di sicurezza che la presenza di una
bella figa da ostentare al pubblico produce. Sono resi completamente
succubi dell'incapacità a sentirsi felici anche da soli, senza
capire che la relazione con una donna riempie in ogni caso un vuoto
che hanno a prescindere dentro di loro, impossibilitati a
comprendere che si può essere sereni ed equilibrati anche da soli ed
al limite in misura superiore con al fianco una compagna che
soddisfi il proprio gusto estetico ed il proprio bisogno affettivo.
Viaggio in Thailandia , a Bangkok : giorno 14. Quanto sopra credo valga allo stesso modo per la donna, anche se
essa è molto più portata per sua stessa natura a ricercare
l'appoggio esterno (e vai giù polemiche ed insulti di provenienza
femminile).
Per carità, ognuno ha le sue opinioni, ognuno si fa i suoi esami
di coscienza, quindi che nessuno tra amici, conoscenti e sconosciuti
si senta offeso o chiamato in causa, io dico solo quello che penso,
con la franchezza, a volte un po' troppo cruda che da sempre, credo,
contraddistingue il mio modo di pormi e di esporre.
Viaggio in Thailandia , a Bangkok : giorno 15. A proposito, preparatevi, perché di franchezza, soprattutto nel
leggere le opinioni degli amici forumisti, ne troverete molta, forse
anche troppa.
Inoltre, non ve ne abbiate a male se ritengo che la maggior parte
di voi che avete avuto la pazienza di arrivare a leggere sino a
questa pagina, si arrenderà non appena sarà giunta al fatidico punto
e a capo che concluderà questa introduzione. Non me ne vogliate se
sto pensando male di voi, così come io non ve ne vorrò per il vostro
istinto di conservazione (morale) misto ad una certa ritrosia a
tenere un foglio scritto tra le mani. La presunzione occidentale
medio borghese di conoscere il mondo in tutte le sue sfaccettature
porterà molti di voi al precoce gesto di chiusura del libro e alla
ragionatissima conclusione: "Ma guarda te se uno deve andare a
puttane all'altro capo del mondo e farcisi pure incastrare".
Viaggio in Thailandia , a Bangkok : giorno 16.
Questo libro non è per tutti, ma è per coloro che hanno lo stomaco
duro e che vogliono andare oltre, per tutti coloro che amano capire
e non accettare passivamente un postulato arbitrariamente imposto,
per coloro che non si stancano mai di mettere in discussione le
proprie opinioni, i propri convincimenti e che altrettanto
volentieri non si scandalizzano ad affrontare determinati argomenti,
prescindendo da facili tabù.
Viaggio in Thailandia , a Bangkok : giorno 17. Il mio scritto, se letto con attenzione, potrà interessare il
sociologo come l'imprenditore, il moralista come il puttaniere,
introdotti come sono tutti i prototipi umani dalla mia personale
storia di vita vissuta al tentativo di comprensione di un fenomeno
sociale a vasto raggio, comprendente rapporti di coppia,
prostituzione, coppie miste ecc.
Viaggio in Thailandia , a Bangkok : giorno 18. La stesura si dipanerà infatti attraverso una prima parte dedicata
al racconto di quanto accadutomi durante la mia relazione con una
ragazza thailandese da giugno 2001 sino a maggio 2003, in un
formidabile concentrato di speranze, aspettative e disillusioni. La
seconda parte, invece, vorrà essere un tributo ai "principi del
forum" protagonisti con i loro post di accese discussioni sui vari
forum sulla Thailandia, sino a costituire, senza timore di eccedere
in sperticati elogi, un valido compendio sociologico.
Il tributo va a ringraziamento di tutti coloro che ho letto e con
i quali ho qualche volta discusso nei forum dei vari siti, il cui
contributo è stato fondamentale per aiutarmi a comprendere la mia
situazione e ad accettarne gli esiti negativi, perché, al di là di
tutte le possibili elucubrazioni mentali e di tutte le speculazioni
teoretiche che i vari esperti del settore potrebbero fare, avere la
possibilità di conoscere il pensiero di chi certe realtà le vive
quotidianamente e le conosce a fondo, che si tratti della convivenza
con una moglie thailandese o dell'assidua frequentazione di go-go
bar, risulta sicuramente più utile, oltre che più coinvolgente.
Viaggio in Thailandia , a Bangkok : giorno 19. In appendice al libro… beh… a qualche maschietto un minimo di
curiosità gli sarà pure venuta…
Sottolineo inoltre che mai avrei pensato di poter constatare,
all'interno di questi gruppi di discussione, un così alto grado di
cultura, (lo dico senza alcuna ironia), intesa più come conoscenza
di vita e capacità di riflessione che come nozionismo puro. A parte
i momenti in cui, per taluni forumisti di alcuni siti, sembrava
d'obbligo esternare goliardicamente volgarità concettuali a raffica,
anche le persone che denotavano sgrammaticamente una scarsa
frequentazione scolastica riuscivano, a loro modo, a fornire spunti
di riflessione e a dimostrare sensibilità e capacità d'analisi fuori
del comune, con grande desiderio di confrontarsi, di mettersi in
discussione, di guardarsi dentro, al punto da impedirmi di
giudicarli e ritenerli solamente dei puttanieri di professione (che
ne penseranno i "ragassi o.k."…). A tutti loro complimenti e grazie
di cuore.
Viaggio in Thailandia , a Bangkok : giorno 20.
Se qualcuno o addirittura molti troveranno la storia raccontata
non di loro gradimento, che dire…mai pen rai, per l'appunto, ovvero,
prendendo in prestito una tipica espressione tailandese, manifesto
principe della loro cultura e del loro modo di essere: "non fa
niente, pazienza…".***
Buona lettura.
*** citazione del filosofo postmoderno noto con lo pseudonimo di
Redman sul sito Thailandia Web:
"...in effetti la traduzione semanticamente più vicina
all'inglese del "mai pen rai" sarebbe "never mind", letteralmente "mai
preoccuparsi", un po' come il castillano "tranquilo!" spesso usato
in Sudamerica e ai Caraibi pressochè da tutti... ...ma la traduzione
semanticamente e filosoficamente più corretta del "mai per rai"
credo di averla trovata nel mio dialetto piacentino: "tola su dosa"
tradotto per i non-indigeni "prendila su dolce" che descrive uno
stato d'animo rispetto alle cose della vita..."
Lentamente muore....
Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero sul bianco
e i puntini sulle "i" piuttosto che
un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti.
Lentamente muore
chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro
chi non rischia la certezza per l'incertezza
per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai
consigli sensati.
Lentamente muore
chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in se stesso.
Lentamente muore
chi distrugge l'amor proprio
chi non si lascia aiutare;
chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna
o della pioggia incessante.
Lentamente muore
chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi
ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di
respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento
di una splendida felicità
P. Neruda
1.1 - Alle origini…
Viaggio in Thailandia , a Bangkok : giorno 21. "…Sì, favoloso! E poi andremo anche in pellegrinaggio all'Havana
alla Plaza de la Revolution oppure, se scegliamo il Messico, ci
prodigheremo a dare conforto morale e aiuto pratico agli zapatisti…"
Viaggio in Thailandia , a Bangkok : giorno 22. Alberto, il solito amico sinistroide veterocomunista che aveva
appena pronunciato tali emerite ed irrealizzabili (almeno in mia
compagnia) stronzate, già si era coperto il volto timoroso di subire
l'ennesima lezione…politica, poi si tranquillizzò confidando sul
fatto che tutto sommato si stava pianificando, anzi fantasticando un
viaggio in comitiva in qualche posto dell'America latina. Il freddo
Natale del 2001 ben si prestava (come quello del 2000, del 1999, del
1998…) ai soliti voli pindarici che però si concretizzavano
puntualmente, sul finir della primavera, nelle solite commoventi
frasi: "Devo vedè come sto messo con gli esami, ma comunque se fa",
"Sto un po' agli sgoccioli coi sordi, ma je la dovrei fà", "Te
faccio sapè…" e così via.
Viaggio in Thailandia , a Bangkok : giorno 23. In un ripetersi ciclico paragonabile solo, per la sua puntuale
cadenza, alla dottrina delle quattro età di cui parlano Evola,
Guenon o Eliade, la tradizionale baldanza e sicurezza invernale dei
personaggi di cui sopra, si scontrava a distanza di mesi con il loro
rendersi conto di avere sparato le solite cazzate, consapevoli, nel
momento in cui le pronunciavano, di non avere alcuna volontà e
possibilità di porre anche solo i presupposti, durante l'anno, per
realizzare ciò che per l'ennesima volta doveva limitarsi a restare
un bellissimo sogno.
Parto da qui per far sentire un po' in colpa coloro i quali ritengo
i responsabili indiretti delle mie disavventure, proprio a causa
dell'abbandono vacanziero di cui fui vittima nell'estate 2001.
Viaggio in Thailandia , a Bangkok : giorno 24. Erano infatti già due anni che me ne stavo a Roma d'estate, per
racimolare i quattrini necessari ad andare a vivere da solo (la
versione originaria pre-censura così recitava: "per annammene de
casa prima de impiccà mi madre"), l'obiettivo era quasi raggiunto e
non avevo nessuna intenzione di rinunciare ancora una volta a quella
che per il sottoscritto, come per tanti altri individui "particolari",
costituisce una ragione di vita, una fissazione, una droga,
chiamatela come cazzo vi pare: i viaggi.
Viaggio in Thailandia , a Bangkok : giorno 25. Il viaggiatore appartiene ad una razza diversa dal vacanziere: il
secondo ama gli agi e la sedentarietà, si reca in villeggiatura a
Cuba a Varadero ma non mette piede a Trinidad, in Egitto va a Sharm
El Sheickh ma ignora Dahab, del Messico apprezza Cancun ma di Puerto
Escondido sulla costa del Pacifico ne ha fatto la conoscenza solo
con il film di Abatantuono. Insomma, ci siamo capiti, non gliene pò
fregà de meno di conoscere e capire le usanze locali, di girare, di
visitare. Gli è più che sufficiente sbragarsi dalla mattina alla
sera al sole come una grossa e grassa foca, alzarsi ogni tanto per
accampare qualche pretesa nei confronti del personale dell'albergo (tanto
per attestare la propria superiorità occidentale), per poi
rilassarsi la sera e farsi prendere per il culo assistendo ai soliti
spettacolini preconfezionati (falsi come i Rolex delle bancarelle),
messi in scena nel suo albergo a 5 stelle, dove soggiorna felice e
beato 24 ore al giorno.
Viaggio in Thailandia , a Bangkok : giorno 26. Il primo, invece, ama la diversità (non quella sessuale, scemi!), si
diverte a girare, a conoscere luoghi e persone, ad assaggiare sapori
nuovi, a rimanere affascinato da antiche suggestioni Anela e aspira,
in sostanza, a vivere un'avventura continua.
Viaggio in Thailandia , a Bangkok : giorno 27. Personalmente ho sempre cercato di soddisfare queste esigenze
recandomi in paesi esotici, immergendomi in culture completamente
diverse dalla nostra, potendo ammirare paesaggi meravigliosi ed
inusuali ai nostri occhi. Mi piace cambiare posto o città di
continuo, restare sino a che ne ho voglia, andarmene anche dopo solo
un giorno se un posto non mi aggrada, senza essere vincolato e
condizionato da programmi precostituiti. Il programma della vacanza,
anzi del viaggio, me lo faccio io (e che programma), voi rimediatemi
solo il biglietto dell'aereo (possibilmente economico).
Viaggio in Thailandia , a Bangkok : giorno 28.Un tale tipo di vacanza non si presta particolarmente per certi
posti del Sud America, specialmente se, come nel mio caso, si parte
da soli. Il lungomare di Cartagena o il mare dei sette colori
dell'isola di Sant'Andrè già ammaliavano i miei pensieri (del fatto
che l'affascinante zia colombiana di none Rosita mi avesse detto in
passato che lei era la più brutta della città, non ne tenevo
minimamente conto…), ma considerare come questi posti si trovino in
una nazione come la Colombia, non del tutto raccomandabile per il
turista - avventuriero, mi fece presto recedere dai miei intenti.
Conoscendo infatti il mio carattere poco propenso al compromesso,
niente di più probabile che un bel giorno mi avrebbero ritrovato
all'alba, buttato in qualche lurido vicolo nelle vicinanze di un
malfamato baretto, con la pancia aperta da qualcuno in vena di
amorosa accoglienza al turista.
Messico? Già visto. Cuba? Già vista. Venezuela o Brasile? Come sopra.
Viaggio in Thailandia , a Bangkok : giorno 29. Quasi mi stavo riducendo coma Verdone in uno dei suoi primi
cult-movie, quando, sparapanzato sul letto, sfogliava l'agendina
alla ricerca di uno straccio d'amico con il quale organizzare il
viaggio in macchina sino in Polonia. Fu così che la mia mente,
pilotata dall'ultimissimo rifiuto dell'ultimissimo amico contattato
per una vacanza in compagnia (Ugo), tornò come per incanto all'altro
lato del globo, direzione oriente, destinazione Thailandia.
Viaggio in Thailandia , a Bangkok : giorno 30.
C'ero stato quattro anni prima con il Dott. Bauer, mio tradizionale
compagno di avventure, per una fugace settimana di sole nel cuore
dell'inverno nostrano, buttandoci alle spalle il freddo e la nebbia
del belpaese per concederci una settimana di relax che da sola bastò
per farmi innamorare dell'isola di Samui e giurare a me stesso che
ci sarei prima o poi tornato.
Viaggio in Thailandia , a Bangkok : giorno 31. L'ultimo viaggio l'avevo fatto a Bali nel '99, indimenticabile anche
questo, un sogno realizzato che aveva parzialmente allontanato la
voglia di oriente, ma l'insieme delle cose che ti può offrire e dare
una vacanza in Thailandia non ha davvero eguali…e… alea iacta fuit (il
dado fu tratto).
1.2 - Si parte!
Viaggio in Thailandia , a Bangkok : giorno 32. Tanto per fugare ogni dubbio, per il sottoscritto la vacanza ideale
si compone di quattro componenti di eguale importanza, senza una
delle quali la vacanza risulta incompleta:
1) mare,
2) cultura e tradizione (siti archeologici, musei, ecc.),
3) economicità,
4)…figa!
Il primo punto è necessario perché puoi anche camminare per una
splendida città d'arte a farti una cultura, ammirandone le
meravigliose opere architettoniche o gli interessantissimi musei, ma
alla fine della giornata, quando sei a letteralmente a pezzi, un
tuffo in un mare dall'acqua cristallina ti rigenera, ti ritempra e
ti rilassa al tempo stesso senza eguali.
Il secondo punto è soggettivo, io con queste cose sono fissato.
Viaggio in Thailandia , a Bangkok : giorno 33 .
Il terzo punto non è soggettivo: andate in Norvegia a cenare con le
scatolette di tonno portate dall'Italia per non spendere ogni sera
30 € a testa per mangiare una pizza e bere una birra, poi vedrete
che apprezzerete di più un posto dove il vostro potere d'acquisto
sale miracolosamente sino al rapporto di 4 a 1.
Il quarto punto, beh, smettiamola con l'ipocrisia. Ne ho sentiti e
visti fin troppi (parlo sempre dei maschietti, ma mi sa che anche le
femminucce…) dare fiato alle trombe per proclamare la loro totale
estraneità all'imperante e globalizzante richiamo sessuale in
vacanza, appellandosi (giustamente) alla necessità di godersela
rilassati senza pensare di dover trombare a tutti i costi. Appunto,
il problema è che questi personaggi sono proprio quelli che dopo una
settimana di vacanza che non ingrignano, cominciano ad andare in
paranoia e a non pensare ad altro, con il risultato proprio di
compromettere il tanto agognato relax, almeno fino a quando il
fratellino del piano di sotto non viene soddisfatto.
Viaggio in Thailandia , a Bangkok : giorno 34. Volete mettere allora il senso di agio e di tranquillità che può
dare la vacanza in un posto dove tu sai che alla minima necessità,
quando vuoi, schiocchi le dita e ti carichi una che in Italia la
massima attenzione che lei potrebbe avere nei tuoi confronti
sarebbero un par de pizze in bocca condite da qualche esternazione
poco piacevole al tuo indirizzo?
Viaggio in Thailandia , a Bangkok : giorno 35. Poi, è chiaro, sta a te se vuoi esagerare, cambiandone una a sera
(non me ne vogliano i "ragassi O.K.") dimenticando forse che, di
fondo, stai andando a puttane (avremo modo di approfondire), o se
invece ti vuoi limitare ad uno sfizio saltuario che in certi posti
assume quasi le fattezze di un obbligo culturale, un po' come andare
a vedere la torre Eiffel a Parigi o il Colosseo a Roma.
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