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Mai Pen Rai Pag. 2
Viaggio in Thailandia , a Bangkok : giorno 36
Tornando a noi, mi programmai una vacanza dove non sarebbe dovuto
mancare niente di quanto sopra: i primi giorni a Bangkok in giro per
wat e musei, seconda parte al nord a Chiang Mai e dintorni, con
immancabile trekking per conoscere le hill-tribes, il clou finale
con il ritorno tanto agognato nell'adorata isola di Ko Samui.
Viaggio in Thailandia , a Bangkok.
Curioso si dimostrò il particolare della mia amica Chiara, la quale,
dopo essere stata messa al corrente dei miei intenti la settimana
precedente, un bel giorno mi si presenta e mi dice con l'aria da
strafiga alternativa:
"Lo sai dove andiamo in vacanza io ed i miei amici? In Thailandia"
magari proprio a Bangkok!.
Viaggio in Thailandia , a Bangkok : giorno 37 . Con il consueto garbo le feci notare che si era semplicemente
limitata a copiarmi l'idea dato che a Bangkok ci volevo andare gia'
da tempo. Alla fine, pur negando e rivendicando
l'originalità del progetto, mi propose ovviamente di aggregarmi al
gruppo. Un'altra stranezza era costituita dal fatto che questi
sciagurati avevano la pretesa di trovare a fine luglio ben otto
posti su un volo Thai per l'inizio di agosto. Eppure, forse per
intercessione divina, vi riuscirono. Anzi, partirono tre giorni
prima di me.
Viaggio in Thailandia , a Bangkok : giorno 38. Quando, dopo l'arrivo all'aeroporto di Don Muang, li raggiunsi in
città, scoprii di avere l'albergo di fronte al loro, dove, oltre al
sottoscritto, attendevano l'arrivo di un altro rinforzo, proveniente
dallo scalo di Francoforte con volo Thai diverso dal mio. Roba da
pazzi, appuntamenti fittizi a migliaia di Km. da casa che funzionano…
Viaggio in Thailandia , a Bangkok : giorno 39. Avendo la comitiva già avuto modo di ammirare le meraviglie di
Bangkok, decisero di caricarsi l'amico e di puntare subito a nord,
tant'è che, non intendendo il sottoscritto sottoporsi ad un
massacrante tour de force (10 ore di aereo ed immediatamente
altrettante di treno) con un fuso orario di sette ore da assorbire,
cominciò un curioso inseguimento per le terre del Siam, che si
sarebbe concluso di lì ad una decina di giorni a Samui.
Viaggio in Thailandia , a Bangkok.
Rimasto solo, ma niente affatto sprovveduto, rimasi a Bangkok alcuni
giorni, durante i quali soggiornai nell'albergo che avevo prenotato
dall'Italia. Quando ti organizzi così, quasi sempre vieni
indirizzato ovviamente in hotel di lusso o quasi, ma è anche vero
che ogni tanto lo sfizio tocca toglierselo, tutto sommato vai a
pagare circa 50 € a notte per sistemazioni che in Italia ti
costerebbero almeno quattro volte tanto.
Viaggio in Thailandia , a Bangkok : giorno 40. L'ubicazione del mio hotel, sito in Pratunam, consentiva di scendere
in strada a qualunque ora del giorno e della notte per acquisti ai
mercatini, nonchè di raggiungere agevolmente in taxi durante il
giorno i siti culturali più importanti della città. Il traffico di
Bangkok è famoso per la sua insopportabile caoticità ed il costo di
una corsa è talmente irrisorio, anche per una persona sola, che non
ci si pensa su due volte a togliersi quest'altro sfizio.
Viaggio in Thailandia , a Bangkok : giorno 41. Se poi si vuole provare l'ebbrezza di un giro su di in
economicissimo tuk-tuk (una specie di "Ape" aperto che può
trasportare a mo' di carrozzina un paio di passeggeri), sappiate che
alle volte si resta fermi per delle ore nel traffico. Respirare il
prodotto dei tubi di scarico delle autovetture in fila non è proprio
il massimo della vita, meglio sicuramente un comodo sedile
posteriore di un taxi con aria condizionata che pagherete poco più
che una corsa su di un mezzo pubblico dell'Acotral.
Viaggio
in Thailandia , a Bangkok : giorno 42 . Bangkok
è una metropoli dalle mille sfaccettature, considerato il traffico,
l'inquinamento e l'odore di fritto, fogna e smog che spesso si
mischiano nell'aria, consiglio di non sostarci più di tre giorni,
sufficienti per ammirare le meraviglie del Palazzo Reale (Wat Phra
Kaeo) e di qualche altro wat (per esempio il Wat Po), per
un'escursione al mercato galleggiante di Damnoen Saduak e per una
capatina al week-end market di Chatuchak.
Viaggio in Thailandia , a Bangkok : giorno 43 . Krung Thep, "la Città degli Angeli", cui il primo re della moderna
dinastia Chakri decise di cambiare il nome in Bangkok ("Città delle
susine"), è tagliata a metà dal fiume Chao Phraya che sfocia 20 Km.
dopo nel Golfo di Thailandia. Un tempo città lacustre, si sviluppa
oggi in un intricato groviglio di strade tutte uguali, ad ogni
angolo delle quali è possibile apprezzare, nei chioschetti aperti
notte e giorno, le numerose delizie della cucina thai, profumata,
piccante, varia, soprattutto economica. Più un posto è per thai, più
è economico e si mangia bene, alla faccia dei posti turistici
spillaquattrini. Certo, occhio all'igiene…
Viaggio in Thailandia , a Bangkok : giorno 44. Spiedini di pollo, pesce e maiale, zuppe profumatissime (la più
famosa la Tom Yang), riso, tagliolini rosolati sulla padella insieme
a diverse verdure, spezie e carni di vario tipo, frutta sempre
dolce, succosa e fresca: il turista curioso e desideroso di provare
continue novità gastronomiche può assaggiare il tutto con la
rassicurazione che il costo di un pasto completo in Thailandia, nel
suo Paese gli avrebbe garantito al massimo un cappuccino e un
cornetto. Sui banchi di frutta la dolce polpa dei rossi e
freschissimi rambutan o quella del lamyai dal colore arancione è
sempre pronta, unitamente a papaya, mango, anguria, ananas o allo
scorzoso durione, a farci compagnia nel nostro girovagare nella
Terra del Sorriso.
Viaggio in Thailandia , a Bangkok : giorno 45. I centri commerciali sono immensi ed è un vero piacevole perdersi in
questi dedalici multipiani! I prezzi sono molto convenienti per noi
occidentali, anche se non paragonabili a quelli dei tantissimi
mercati cittadini di Bangkok.
Viaggio in Thailandia , a Bangkok.
Panthip Plaza Centre con i suoi cinque piani, MBK, World Trade
Center, Emporium sono i nomi più conosciuti per quel che riguarda
eventuali acquisti di elettronica a prezzo contenuto.
Viaggio in Thailandia , a Bangkok.
La seta che si può trovare in alcuni negozi e mercati è di alta
qualità e di prezzo contenuto, lo stesso dicasi per mobili e pezzi
d'artigianato che adesso si trovano facilmente anche in Italia negli
oramai numerosi negozi etnici, ma a prezzo quadruplicato. A Bangkok
è possibile fare shopping anche di notte, nel mercato di Patpong che
convive tranquillamente con l'adiacente quartiere a luci rosse (di
cui avremo modo di parlare).
Viaggio in Thailandia , a Bangkok : giorno 46. Pertanto la giornata è bene impiegarla per le visite culturali,
prima fra tutte quella da dedicare ai templi. L'attrattiva turistica
principale in tal senso è costituita dal complesso del Palazzo Reale
e del Wat Phra Kaeo, all'interno del quale si può ammirare il famoso
Buddha di smeraldo, il più venerato della Thailandia. Al vicino Wat
Po, rinomato centro di medicina tradizionale, è invece possibile
frequentare un'ottima scuola di massaggi. Il Wat Arun, sull'altra
sponda del fiume, è ricoperto da migliaia di frammenti di porcellana
ed è un'autentica meraviglia in stile khmer.
Viaggio in Thailandia , a Bangkok : giorno 47. Un giorno intero è da dedicarsi alla gita al mercato galleggiante di
Damnoen Saduak (100 Km. scarsi da Bangkok), per descrivere il quale
prendo in prestito le parole di Enza, che così scrive sul forum di:
http://groups.msn.com/SawsdeeItaly/, ricordando nostalgicamente
quanto sgargianti fossero i colori della città tempo orsono (ma
ritrovabili ancora in questo mercato su barche):
"A quei tempi, parlo del lontano 1960, Bangkok era attraversata e
percorsa da innumerevoli canali, vere vie di comunicazione e
trasporto. Su quelle strade solcavano le caratteristiche barche
stracolme di ortaggi, frutta ed anche di turisti curiosi pronti a
catturare immagini ed impressioni di un mondo così caratteristico ed
attraente. I mercatini galleggianti erano una enorme e traboccante
fantasmagoria di tessuti, colori e profumi. Le sue sete, tessute da
abili mani su piccoli telai al bordo del fiume, tinture sgargianti
fatte artigianalmente da donne di età indefinibile accovacciate da
giorni a rimestare gli ingredienti, tempo passato di incomparabile
bellezza. Che dire dei profumi? Dolci, aspri, appetitosi e grevi,
tutti mescolati in una sapiente miscela. Sulle bancarelle di tutto e
di più! Modernizzandosi la città è cambiata enormemente, si è
evoluta perdendo moltissimo in fascino. Rivedendola anche a tempi
brevi di 4/5 anni, la si è vista cambiare, come volesse nascondere
il suo fascino per i pochi desiderosi di continuare ad amarla ed a
comprenderla."
Viaggio in Thailandia , a Bangkok : giorno 48. Tornando sulla terraferma, occorre considerare che il tempo da
dedicare per i giri a Chatuchak in occasione del mercato del fine
settimana è proporzionato alla nostra voglia e capacità di camminare,
perché si tratta di un mercato al cui confronto le dimensione di una
romana Porta Portese impallidiscono. Più di ottomila bancarelle
fanno sì che si potrebbe passare una giornata intera alla ricerca
dell'oggettino giusto. Per questo è forse meglio riservarsi questo
piacere a fine vacanza, perché le tentazioni esercitate dalla
bellezza e dalla varietà della merce esposta, nonché il suo consueto
irrisorio prezzo di acquisto, farebbero sì da ridurci a riempire i
bagagli già nei primi giorni di vacanza di ogni tipo di souvenir,
con l'inconveniente di portarseli dietro per il resto del viaggio.
Viaggio in Thailandia , a Bangkok : giorno 49. Lo scrittore spagnolo Manuel Vázquez Montalbán, recentemente
scomparso, così descriveva questo scorcio di umanità nel suo
articolo: "I misteri di Bangkok":
"A Bangkok è sempre affascinante visitare il Grande Mercato della
Domenica e smarrirsi tra la gente vestita a festa che formicola
sulla spianata su cui si prolunga, sino all'orizzonte più prossimo,
un labirinto di negozietti e bancarelle all'aria aperta.
Viaggio in Thailandia , a Bangkok : giorno 50.
Appena il tempo di scendere dal taxi e lasciarsi dietro l'atmosfera
dell'aria condizionata, e le narici e i polmoni vengono investiti da
un'ondata di aria calda e unta, profumata dai fritti in olio di
cocco e dall'aromatico prezzemolo asiatico, dai cipollotti e dallo
zenzero.
Viaggio in Thailandia , a Bangkok.
Non si hanno abbastanza occhi, né abbastanza vita, per conoscere
nella sua totalità quanto offre questo Mercato della Domenica. La
giungla in vasi, gabbie e acquari giganteschi, o le scatole di
cartone dove le farfalle diventano strani fiori del male corpore
insepulto.
Viaggio in Thailandia , a Bangkok : giorno 51.
Salamoie brune, mosche, sputacchi di betel, chicchi verdi di riso,
salamelle dolci e purulente, animali mummificati nella loro
asciuttezza, peperoncini minacciosi e innervositi come eserciti di
cavallette africane, funghi leggerissimi, vasellame sospettosamente
valenziano, losanghe d'erba vera, galline, colibrì, bùceri,
lucertole, una piccola tigre, fornelli portatili e girevoli offerti
alla filosofia del mangiare quando si ha fame e al diritto naturale
di sopravvivenza delle mosche asiatiche, sciroppi di tutti i colori
della sciropposità, boschi di bottiglie di salsa pesce, il sale
della Thailandia, un cane bassotto come una lampreda, duro e bigio,
maialini neri, jeans, cobra senza veleno, manguste nella loro gabbia
manicomio, cassette di Steve Wonder e dei Supertramp, cocco filato,
noci di cocco addomesticate dal machete e ridotte in scatole verdi
per la cannuccia di plastica, piccole tettoie prefabbricate, una
giovane tigre senza un ruggito da portarsi in bocca, spiedini di
maiale ricoperti da un miele scuro, spaghetti di riso sottili come
cibo per angeli vergini, orchidee cresciute in noci di cocco,
giacconi di plastica imbottiti per inverni mentali, tenute militari
per guerriglieri urbani, machete, portachiavi, uova di pesce in
salamoia simili a coglioni di mulatto, una vasca da bagno in cemento
dipinta di verde, agitatori sociali col megafono che incitano le
masse mentre la polizia sembra non sentirli e controlla il tutto a
una distanza tollerante e prudente."
Viaggio in Thailandia , a Bangkok : giorno 52. Sono davvero sufficienti pochi pernottamenti a Bangkok per rendersi
conto di essersi calati in un altro mondo, pieno di eccessi e di
contraddizioni, perfettamente riassunti nel seguente articolo di
Raimondo Bultrini:
"METROPOLI FOLLIE" a Bangkok:
"Lungo le strade piene
di smog del centro metropolitano di Bangkok il turista può seguire attraverso i
banchetti fumanti di cibo un percorso di odori etnici che potrebbe
portarlo in luoghi non solo sconosciuti al palato ma alla mente
stessa, tanto esotici da non rientrare in nessun glossario delle
Lonely Planet. Per scovare il codice segreto del pieno godimento dei
cinque sensi di questa grande e a suo modo magica metropoli, può
essere addirittura controproducente fermarsi al colpo d'occhio dei
grattacieli, dello skytrain superveloce che sovrasta il serpente di
auto in fila perenne, dei fumi che s'innalzano tra palazzi
inquietanti stile Blade Runner, dei grandi magazzini sontuosi come
una copia del Panheon di cattivo gusto inzeppata di creme,
multinazionali, computer, Dvd. Meglio addentrarsi allora nel regno
di contrasti alimentari di Bangkok che danno piacere al palato, nel lento
fluire di sensazioni che il massaggio (quello tradizionale praticato
in ogni famiglia) offre al corpo attraverso il tatto, nella
miscellanea alternanza di choc olfattivi scatenati da fiori, incensi
ed effluvi delle zuppe tom yam, nell'universo di colori e visioni
pennellato dalla natura tropicale, dai templi e dalle opere d'arte
siamesi e khmer; nel quieto rifugio allo stress che la meditazione
sull'ineffabile sorriso dei centomila Buddha offre alla mente. Per
riconoscere e imboccare senza tentennamenti questa via esoterica dei
sensi, i viaggiatori a Bangkok esperti consigliano di fare conoscenza prima di
tutto con la Thailandia delle minoranze e della natura. Meglio
munirsi di questo antidoto ai veleni di Bangkok e non accedervi
dall'alto, catapultati da un aeroplano, ma dal basso, dal suolo o
dal fiume Chao Phraya, come ha fatto Joseph Conrad col suo vascello
Otago nel 1888: "Davanti a noi", scriveva in Linea d'Ombra, "adagiata
sulle due rive, la capitale orientale che non aveva ancora subìto il
conquistatore bianco: una distesa di brune case di bambù, di stuoie,
di foglie di uno stile architettonico fatto di vegetali, sorta dal
suolo bruno sulle sponde del fiume fangoso...". Oggi restano il
bambù che si usa ancora per le impalcature dei cantieri e il colore
fangoso del fiume, ma lo stile architettonico ha sostituito ai
vegetali il vetro e il cemento, per dare alloggio agli attuali
dodici milioni di abitanti tra i quali il 79 per cento dei laureati
di tutta la Thailandia, il 78 per cento di tutti i farmacisti e il
45 per cento dei medici. Qui si concentra l'80 per cento degli
apparecchi telefonici del paese e il 70 per cento di tutte le
automobili. Bangkok è la vetrina dove la Thailandia espone ciò che
agli altri piace vedere e provare, e i thailandesi hanno finito per
apprezzare a loro volta, tranne che nel cibo, lo stile farang, un
termine usato indistintamente per definire gli occidentali. Abiti di
Gucci o di Armani, Ferrari e Bmw, Kentucky Fried Chicken, Ibm,
capelli stile punk e corsi di lingua inglese non la distinguono da
altre metropoli dell'Asia. Il paradosso è che a portare il farang
style a Bangkok non sono stati i thailandesi, ma l'etnia thai-cinese,
che domina da sempre l'economia e il commercio in tutta l'Indocina.
Sono loro la stragrande maggioranza degli abitanti della Città degli
Angeli e combinano l'attitudine cinese per gli affari con la
tendenziale molle dissolutezza degli indigeni. Thai-cinese è il
premier Thaksin Shinawatra, il Berlusconi di Bangkok; thai-cinesi
sono i padroni delle più grandi compagnie di telecomunicazione,
delle aziende di costruzioni, così come lo sono i banchieri, i
Signori della prostituzione e del gioco d'azzardo. Le loro fortune
sono legate alla infaticabile perseveranza con cui hanno raggiunto i
loro obiettivi, a cominciare dal benessere materiale delle
rispettive famiglie che, nel motto dei tycoon asiatici, è la materia
numero uno della felicità. Il sistema per fare soldi lo hanno
copiato, come è capitato con i microchip e i giocattoli, dagli
americani che durante la guerra del Vietnam avevano già realizzato a
Pattaya, la Ostia dei bangkokkini, un prototipo di
città-supermercato del benessere: un luogo dove offrire ai turisti
in cerca di esotico svago e agli uomini d'affari superimpegnati
riposo, ristoro, droga e sesso come gli yankee fecero con i propri
soldati, imbottiti anche di eroina per reggere l'eccitazione, il
caldo e la paura dei vietcong nella giungla. Un business talmente
attraente che, una volta trapiantato direttamente nella grande
metropoli, ha permesso alle Triadi cinesi di trasformarsi nel più
grande motore economico di questa parte dell'Asia. Non è un caso che
dal milione e mezzo di abitanti che contava prima della guerra persa
da Washington nel 1973, Bangkok sia passata agli attuali 12 milioni,
e che l'originale spirito thai del borgo di 600 mila anime dei primi
'900 si sia diluito lungo ciò che resta degli antichi canali, ormai
cementati e trasformati in cloache. Per scrutare la nuova umanità
basta fissare il marciapiede e le auto in fila a un semaforo rosso
della Sukhumvit Road. L'autista in livrea sbircia nello specchietto
la signora con gli occhiali scuri adagiata sul retro della
luccicante fuoriserie. Un Tuk Tuk (cioè un triciclo a motore)
puzzolente le spernacchia sul vetro gas nero, ma nello sguardo della
donna, dentro la sua nuvola di aria condizionata, c'è la stessa
indifferenza di quando è costretta a osservare, in nome della
pacifica convivenza e del conto in banca, il suo ricco marito
giocare a golf la domenica mattina con gli amici del consiglio
d'amministrazione.
Dietro i finestrini
brumati di una Range Rover rombante a Bangkok , autista e proprietario sembrano
dominare nei rispettivi ruoli la strada e la città. Il loro clacson
strepita contro un vecchio camion che non ha mai conosciuto
revisioni, sorpassato d'azzardo da ragazzi in motorino con gli
occhiali curvi a specchio e i capelli col gel. Lungo il marciapiede,
decine e decine di carretti trasformati in cucine ambulanti
soffriggono intanto spring rolls e cavallette giganti, bollono zuppe
di maiale, cocco, zenzero e pollo al chili, arrostiscono spiedini
odorosi di oli vegetali e caramello. Miasmi dolciastri e aspri si
mischiano a quelli degli scappamenti, e file di donne di servizio,
commessi, impiegati in uniforme aspettano le loro zuppe e il riso
fritto prima di sciamare verso uffici e alberghi o in qualcuno dei
grandi centri commerciali in gran parte semivuoti, costruiti spesso
con l'unico scopo di investire soldi di traffici e transazioni non
sempre leciti. È quando fa buio che, allo stesso semaforo rosso,
qualcuno degli impiegati, l'autista e il proprietario della Range
Rover, il marito della signora in fuoriserie e della commessa,
tornano come falene attratte dalle luci del neon dei quartieri di
Nana o Pat Pong. Qui cercheranno, tra gli angeli della notte dei
go-go bar, un frammento del Paradiso perduto, quando si faceva
l'amore nelle barche e il Chao Phraya pullulava di spiriti buoni."
Viaggio in Thailandia , a Bangkok : giorno 53. Della a dir poco "movimentata" vita notturna della capitale
thailandese parleremo in seguito, perché questa prima parte è un
racconto di vita vissuta, di esperienze e sensazioni provate di
persona ed il sottoscritto, adesso forse anche con un leggero
rimpianto, non ha mai messo piede al Monnalisa, alle Thermae, a Nana
Plaza o a Soy Cowboy, solo una fugace apparizione a Patpong quattro
anni prima per uscirne alquanto disturbato, perché se proprio devo
andare con una mignotta lo decido io dove come e quando, non uno
delle decine di ruffiani e buttadentro che ti strattonano per la
strada urlandoti ossessivamente le parole "Sex, pussy, show, ecc.
Viaggio in Thailandia , a Bangkok : giorno 54. Conclusa la tre giorni bangkokkina, era giunto il momento di dare il
via a quella che consideravo, non a torto, la parte più affascinante
ed avventurosa della vacanza, vale a dire la puntata nel profondo
nord, con visita a Chiang Mai e ai suoi meravigliosi wat, condita
dall'emozione di un trekking di tre giorni nelle foreste verso il
confine birmano.
Viaggio in Thailandia , a Bangkok : giorno 55. A dire la verità, l'immaginario collettivo viene molto più
solleticato a livello emozionale da una capatina nel famigerato
triangolo d'oro dell'eroina, dove la Thailandia confina con il Laos
e la Birmania, sopra Chiang Rai. Adesso la situazione sembra un
pochino più sotto controllo, ma, considerato anche il fatto di
trovarmi da solo, ritenni tale escursione un pochino pericolosa,
stando anche ai racconti riferenti di qualche schioppettata partita
non si sa se da militari, da narcotrafficanti o da chi altro.
Dovendo scegliere, optai allora per Chiang Mai e i suoi dintorni.
Viaggio in Thailandia , a Bangkok : giorno 56. La città e tutta da godere, un'alternativa culturale a Bangkok (pur
diversa) come lo potrebbe essere, per importanza, una Firenze per
Roma. I vantaggi? Qui in tuk tuk ci giri sempre, tanto per capirci,
lo smog è di gran lunga inferiore, la tranquillità di vita maggiore,
una città di provincia, insomma, 300.000 abitanti circa contro i
sette milioni di Bangkok.
Viaggio in Thailandia , a Bangkok.
E' piacevolissimo girare a piedi nella città vecchia, lasciandosi
guidare dalla guida Mondadori sempre a portata di mano e dal proprio
intuito, alla ricerca dei numerosissimi wat, percentualmente persino
maggiori che a Bangkok.
Viaggio in Thailandia , a Bangkok : giorno 57. A Chiang Mai alloggiai per soli 100 bath a notte (cinquemila lire)
in una guest house. Cari i miei stronzoni che vi penserete che solo
quel cialtrone del Santux potrebbe dormire in topaie da 5.000 lire (anzi,
aggiorniamoci, 2,58 €), sappiate che si tratta di comode stanze con
ventilatore, bagno (spartano) in camera, letto con lenzuola e
coperte. Voi andatavene pure in quei cazzi di fintissimi Club
Mediterranee ad illudervi di conoscere un posto sborsando l'ira di
Dio pur di avere i vostri inutili confort…
Viaggio in Thailandia , a Bangkok.
Al di là degli scherzi, credo che in una vacanza di un mese come
quella che feci io, sia più proficuo investire per una sistemazione
di livello superiore quando ci si accinge a villeggiare in qualche
località turistica balneare, ma se si tratta di avere solamente un
riparo per la notte, laddove gran parte della giornata la si
trascorre in giro a visitare, perché buttare soldi dalla finestra?
Viaggio in Thailandia , a Bangkok : giorno 58. Un'altra delle magie della Thailandia? La constatazione che, in
vista della partenza per il trekking di tre giorni, mi conveniva
tenere riservata la stanza per tre giorni per lasciare il grosso dei
bagagli, piuttosto che trovare un luogo dove lasciarli custoditi.
Viaggio in Thailandia , a Bangkok : giorno 59. Sul pulmino che ci avrebbe condotti al luogo di partenza
dell'escursione salirono due ragazze coreane (cessi), una coppia di
olandesi, due ragazze francesi (cessi), tre ragazzi inglesi (matti),
una ragazza tedesca (cesso), per formare così un gruppo altamente
eterogeneo di persone, di varia provenienza e di differente cultura,
ma aventi in comune il gusto di viaggiare e dell'avventura. Tanto
per cambiare, il fetuso che parlava inglese peggio di tutti ero io,
il solito italianuccio meschino, pronto ad accondiscendere con il
capo ad ogni accenno che essi facevano per coinvolgermi nelle loro
conversazioni o per chiedermi un parere in merito alle stesse, ma
era il massimo che potessi fare. Particolarmente quella bombardona
della tedesca mi attaccava dei soliloqui culturali sulla Thailandia
che secondo me avevano solamente lo scopo di spianarsi la strada
verso il maschio latino, tanto che io pensavo tra me e me: "Ma chi
l'ha sciolta?" ... Comunque simpatica.
Viaggio in Thailandia , a Bangkok : giorno 60. Devo ammettere che questi trekking non sono poi così riposanti,
garantisco che alla fine della giornata ci si arriva alquanto
stanchi. Nel complesso si cammina anche per sette - otto ore al
giorno, portandosi dietro uno zaino che in pianura non pesa tanto,
ma che nei frequenti saliscendi del tragitto induce nella forte
tentazione di frullarlo via molto volentieri.
Viaggio in Thailandia , a Bangkok : giorno 61. Come facesse parte di un copione prestabilito, un istante dopo
essere scesi dal pulmino che ci aveva trasportati sul luogo di
inizio escursione, comincio a piovere ininterrottamente, la tipica
pioggerellina da foresta pluviale, ore ed ore sotto la pioggia a
camminare in mezzo ad una sontuosa vegetazione. Nei tre giorni di
trekking si passa in mezzo a foreste dove la guida apre la strada
col machete affilato, si costeggia a passo da indossatrice enormi
risaie a terrazza (caratteristiche anche a Bali), si percorre un
tratto di fiume in piedi su di una zattera, cercando di non farsi
sbalzare fuori bordo all'atto di immergere in acqua un bastone lungo
tre metri per remare in mezzo a delle mini-rapide, si assapora il
gusto di una passeggiate a dorso di elefante…in poche parole si
apprezza la natura e l'appagante senso di libertà che da tutto ciò
deriva.
Viaggio
in Thailandia , a Bangkok : giorno 62. A proposito, quel cazzaro della guida mi dovette per forza aver visto
in faccia, per decidere di farmi posizionare direttamente sulla
capoccia dell'elefante. Tutti gli altri escursionisti erano seduti
civilmente e comodamente sulle poltroncine adagiate con sicurezza
sul dorso dell'animale, il sottoscritto, invece, stava in precario
equilibrio a cavalcioni sulla testa di quel protosauro che faceva
sempre come minchia gli pareva, tanto i cazzottoni che gli mollavo
sulla testa manco li sentiva. Nel frattempo, mi sfregiavo l'interno
coscia delle mie delicate gambine appoggiate nude sui suoi pelacci
irti e graffianti, manco c'avesse avuto una spazzola per il rame sul
testone…come se non bastasse la tedesca si sentiva sicuramente
estasiata a presenziare sul retro del mio stesso vagone…
Viaggio in Thailandia , a Bangkok : giorno 63. Una cacata galattica direte voi? Maddechè, un'esperienza
indimenticabile, favolosa, coinvolgente, immersi in una natura
esotica ed incontaminata. Ripeto e ribadisco: statevene pure sulla
sdraio del vostro albergo a 5 stelle, se la pensate diversamente.
Viaggio in Thailandia , a Bangkok : giorno 64. Viaggiando, inoltre, si ha sempre l'occasione di incontrare tipi
bizzarri, viaggiatori come te, oppure locali. In questa occasione i
tre ragazzi inglesi, niente affatto spocchiosi come solo i sudditi
di sua maestà britannica sanno essere, si rivelarono un triste
prototipo dell'uomo moderno: sempre in fuga da qualche cosa. Questi
mattacchioni, in inglese o nel loro italiano da film comico (avevano
studiato lingue), mi spiegarono come si fossero appena laureati per
intraprendere il sogno della loro vita: il giro del mondo viaggiando:
Thailandia, Laos, Vietnam, Indonesia, Australia, Stati Uniti Messico,
Spagna e rientro (o qualcosa del genere), il tutto in un anno,
approfittando delle promozioni a miglia delle compagnie aeree.
Avevano lavorato per un anno intero per mettere da parte i soldi
necessari all'impresa, che si configurava come nient'altro che una
fuga da tutto, passato, presente e futuro: l'uno per rinviare (ad
oltranza) l'entrata nel mondo del lavoro nella ditta del padre,
l'altro per la sua imperante nausea nei confronti della società
civile, l'ultimo per dimenticare una cocente delusione amorosa. Mi
faceva molta tenerezza il più grande di loro (25 anni) quando si
confidava con me sulle sue delusioni amorose e mi chiedeva pareri e
consigli sui comportamenti da tenere con le ragazze thai conosciute
nei locali, manco c'avessi la faccia o l'aspetto del puttaniere di
professione.
Viaggio in Thailandia , a Bangkok : giorno 65. Sulla via del ritorno il pulmino ci portò a vedere la montagna del
Doi Suthep, sulla cui sommità svetta sontuoso e maestoso il tempio
omonimo, uno dei reliquiari buddisti più importanti della Thailandia
del nord, per raggiungere il quale è necessario fare una scalinata
di quasi trecento gradini. Peccato per la nebbia e la pioggerellina
vaporizzata che non rendeva merito alla bellezza del luogo, con il
suo chedi d'oro, con le campane del buon auspicio e con lo splendido
panorama della vallata sottostante.
Viaggio in Thailandia , a Bangkok : giorno 66. Al ritorno dal trekking mi ci volle un intero giorno per riprendermi,
avevo i muscoli talmente indolenziti da non potermi permettere
neanche un massaggio rilassante, pena dolori atroci al semplice
tatto. L'indomani a sera fu d'obbligo, dopo le meritate due ore di
massaggio (tradizionale, scemi) gironzolare per il night bazar, il
luccicante mercato notturno di Chiang Mai, dove si possono fare
degli affari eccezionali in termini di souvenir, compresa quella
manciata di braccialetti d'argento (credo cinque o sei) che
acquistai per la spropositata cifra di 5.000 lire dai ragazzini
delle tribù collinari, scesi a vendere le loro mercanzie con indosso
i coloratissimi costumi tradizionali.
Viaggio in Thailandia , a Bangkok.
Era ormai tempo di raggiungere gli amici con cui mi tenevo in
contatto via e-mail, i quali da qualche giorno già stanziavano a
Samui. Per il ritorno presi l'aereo, feci scalo a Bangkok e subito
via su quella specie di taxi con le ali che è il volo della Bangkok
Airways che conduce a Samui.
Viaggio in Thailandia , a Bangkok : giorno 67. Un mio amico siciliano ormai disperso, asceta sinistroide maritato
con una brasiliana, tale prof. Montesanto, in uno dei suoi deliri
naturistici mi spiegò una volta l'importanza di arrivare in un posto
nuovo via mare, o, in ogni caso, lentamente, "minghia, pecch'è
accossì assapore l'aria, sende l'addore, la nuova terra entra dentr
dittè lendamenth…".
Viaggio in Thailandia , a Bangkok : giorno 68. Probabilmente ha ragione lui, ma a Samui io dico che bisogna
arrivarci dall'alto. Il battello da Surat Thani o da Don Sak è
sicuramente più economico ma, confermo, a Samui bisogna andarci in
volo. Non solo per lo spettacolare panorama aereo che si può godere
durante le virate che il pilota volutamente effettua sopra le varie
isole ed isolotti dell'arcipelago omonimo (posto lato finestrino, mi
raccomando), ma soprattutto per rimanere stupefatti che
quell'insieme di piste di cemento, torri ed hangar che noi siamo
soliti definire con il termine "aeroporto", ceda il posto ad un
quadretto da lasciare a bocca aperta per la sua raffinatezza, per i
suoi colori, per il suo farti sentire arrivato in paradiso sin dal
tuo primo appoggio plantare. Posti d'imbarco e sbarco all'aperto,
sotto capanne solide ed attrezzate, immerse in una rigogliosa
vegetazione nella quale spiccano fiori dei più vivaci colori. Anche
pochi istanti dopo lo sbarco sono sufficienti per rimanere
esterrefatti di tanta bellezza e pronunciare meravigliati le parole
alate: "Ma andò cazzo sto?"
Viaggio in Thailandia , a Bangkok : giorno 69. Se hai prenotato un albergo ti vengono persino a prendere con un
cartello di benvenuto, facendoti sentire una specie di dio greco. Se
sei un turista fai da te, ti butti invece dentro un furgoncino
insieme ad altri turisti, spari all'autista il nome della spiaggia
dove intendi sistemarti (di solito Chaweng o Lamai) ed il tuo sogno
ha inizio.
Viaggio in Thailandia , a Bangkok : giorno 70. Già come esci dall'aeroporto, ti accorgi di come non sia affatto
sovrastimata la cifra di 20.000.000 di noci di cocco che
periodicamente da Samui prendono il volo per varie destinazioni:
l'isola è quasi interamente ricoperta di palme, con un entroterra
collinoso e caratterizzato da una fitta vegetazione. Anche la
principale arteria stradale, che fa un percorso ovale rasentando per
lungo tratto le coste, si dipana fendendo la vegetazione sempre
presente ai bordi, al pari degli immancabili chioschetti
gastronomici per le soste rifocillatorie dei viandanti.
Viaggio in Thailandia , a Bangkok : giorno 71. Se poi si prendono le stradine che penetrano all'interno, come
quella che porta al Butterfly Garden a sud dell'isola, allora viene
voglia di chiedere a Dio un miracolo e di farci morire lì, magari
vivendoci pochi anni, ma di non abbandonarla mai, quella terra che
se proprio non è l'Eden, almeno ci si avvicina molto (Eden sta per
Paradiso Terrestre, non per il locale di Bangkok dove ti carichi
anche tre figone lesbiche tutte insieme, ci siamo capiti, vero
ragassi o.k. e affini?).
Viaggio in Thailandia , a Bangkok : giorno 72. Non che non esistano posti ancor più belli, nel Sudest asiatico come
nei Carabi o in Polinesia, ma la particolarità di Samui consiste, a
mio modo di vedere, nel saper offrire tutto quello che un
viaggiatore può cercare, senza scadere in nessuna sorta di eccesso:
né troppo solitaria (alla Robinson Crusoe) e totalmente priva di
divertimenti e tentazioni, né troppo puttanaio fine a se stesso,
come può essere una Pattaya. Qui, semplicemente, vai dove sai che
puoi trovare quello che cerchi…
Viaggio in Thailandia , a Bangkok : giorno 73. A me piace particolarmente la spiaggia di Lamai, la seconda per
importanza dopo Chaweng, più caotica e turistica. Non che a Lamai
manchino pub, ristoranti, baretti, luci al neon e luoghi dove poter
fare conoscenza, ma la trovo più rilassante e meno "sputtanata" di
Chaweng, oltre che leggermente più economica. Non per niente gli
italiani, che notoriamente non brillano per iniziativa ma si
lasciano in genere guidare dalle agenzie, di solito scelgono Chaweng,
sino ad invaderla come le cavallette nel mese di agosto. In ogni
caso le due località distano un quarto d'ora di motorino l'una
dall'altra e sono pertanto facilmente raggiungibili reciprocamente.
Bo Phut a nord dell'isola è una valida alternativa soprattutto per i
suoi sfiziosissimi ristorantini in riva al mare, dove cenare è un
piacere non solo per il palato, ma anche (scusate se sono obsoleto)
per il portafoglio, per niente alleggerito in proporzione al
servizio ricevuto.
Viaggio in Thailandia , a Bangkok : giorno 74. Quando arrivai, proveniente da Bangkok, non ero a conoscenza di dove
esattamente alloggiassero i miei amici: proprio quando mi serviva
un'informazione precisa e dettagliata, quella scema di Chiara non
aveva mai risposto alle e-mail o agli sms da me inviati. Optai,
logicamente, per Lamai, che inoltre già conoscevo per esserci stato
tre anni prima in compagnia del Dott. Bauer. Altrettanto logicamente
loro stavano a Chaweng. Il giorno dopo li raggiunsi e cominciai a
frequentarli, non prima di essermi tolto lo sfizio di andare a fare
una visitina alla mia massaggiatrice preferita della precedente
vacanza, una certa Sao di stanza a Lamai, una specie di Natalia
Estrada con gli occhi a mandorla. Tre anni prima mi volli togliere
subito il pensiero ad inizio vacanza: ignaro di come funziona in
genere la cosa in Thai e fortemente contrario ai rapporti mercenari,
una volta disilluso sul fatto che la ninfa asiatica in questione
fosse intenzionata a venire con me per la mia illimitata avvenenza,
l'avevo già ricaricata sul motorino a bordo del quale si era
presentata all'appuntamento sotto il mio albergo, poi la guardai
meglio: chiappe da mulatta, pere inusitatamente (per una asiatica)
sviluppate e a fatica contenute dal corpetto che indossava, visino
da bambola…non potevo fare a meno di esternare a me stesso il
seguente pensiero filosofico:
"Ma che cazzo ti frega, ma chi cazzo ti vede, per una volta…"
Fu uno short time piuttosto squallido, ad un certo punto, per
sbrigarmi a finire, mi sfilai quel condom da dinosauro che avevo
indossato, più simile al dito di un guanto di gomma che ad
un'anticoncezionale normale, preso dalla farmacista nell'ultimo
scaffale (ma, si sa, mai trascurare la prevenzione in certi posti) e
finimmo la storia manualmente.
Viaggio in Thailandia , a Bangkok : giorno 74. Però a posteriori, messe da parte le possibili remore di carattere
socio-culturale, una volta convenuto sul fatto che un tale tipo di
rapporto non può certo essere messo sullo stesso piano del sesso con
amore…ammazza che figa!!!
Viaggio in Thailandia , a Bangkok : giorno 75. Sempre all'epoca, testardi più di un mulo, io e il Dott. Bauer
puntammo su lidi meno turistici, nella speranza di non sentirci
ripetere la solita tiritera: "Fivehundled bath". Una mattina
rimorchiammo un confettino di 19 anni al mercato di Nathon,
mangiammo insieme a lei, le proponemmo di farci compagnia in giro
per l'isola, ci spiegò un qualcosa che non capimmo molto bene o,
forse, non volemmo capire. Chiamò allora un tizio maggiormente
ferrato nel parlare inglese, il quale ben chiaramente ci disse:
"Se volete che la ragazza venga con voi, dovete lasciare tot. soldi
alla signora anziana che vi sta osservando divertita dietro il
bancone del chiosco".
"Ma che cazzo, pure qui?" ... pensammo tra noi, andandocene
sconsolati.
Viaggio in Thailandia , a Bangkok : giorno 76. Apro subito una parentesi: non pensiate che in Thailandia sia sempre
così, anche nei posti turistici, non permettetevi di fare di tutta
un'erba un fascio, anche se di norma…in certi posti…funziona proprio
in tal modo. Ne riparleremo ampiamente.
Viaggio in Thailandia , a Bangkok : giorno 77. Memore dell'esperienza passata, comincia a considerare la situazione
in cui trovavo: alcune delle ragazze della comitiva di Chiara erano
fidanzate, altre, lei compresa, erano piuttosto carine ma,
sinceramente, non mi andava proprio di rompere i coglioni (con
chissà poi quali possibilità di successo e a rischio di venire
rifiutato dal resto del gruppo), a delle ragazzine di vent'anni di
cui una poi avevo visto crescere (con ottimi risultati, devo dire la
verità). Ora il problema non era tanto questo, quanto il fatto che,
come scritto nell'introduzione, dopo dieci giorni di viaggi,
camminate e sballottamenti vari, il fratellino cominciava a chiamare
ed io mi trovavo in un posto dove, se non l'hai addestrato ben bene
a stare al suo posto, rischi seriamente di finire al manicomio.
Viaggio in Thailandia , a Bangkok : giorno 78. In mezzo ad uno sconfinato mare di figa, la prospettiva di rientrare
nel bungalow da solo dopo avere passato la serata in discoteca a
tentare di caricarmi una turista farang per poi magari ricevere un
due di picche, non è che mi attirasse poi molto. Al tempo stesso non
avrei gradito farmi appiccicare dai componenti della mia nuova
comitiva (due - tre li conoscevo bene) l'etichetta di puttaniere per
essermi caricato un'amichetta thai per una notte.
Viaggio in Thailandia , a Bangkok : giorno 79. Tanto valeva allora risolvere il problemino subito, fintanto che
stavo a Lamai, prima di raggiungerli (come feci subito dopo) al Ban
Chaweng Resort.
Viaggio in Thailandia , a Bangkok : giorno 80. Sao, che mi riconobbe anche per via della mia piccola anomalia
podale, fu ben lieta di svolgere il suo importantissimo ruolo di
assistente sociale diplomata, svolgendo anche opera di prevenzione
per la sua stessa salute, con alcune sedute di fisioterapia per il
collo cui si sottopose con me in privato…
Viaggio in Thailandia , a Bangkok : giorno 81. Il Ban Chaweng Resort è composto di bungalow da buona sistemazione,
mediamente ben dotati di servizi, in un giardino curato ed
accogliente, prezzo quasi contenuto (1.200 bath), unico problema: il
"Green Mango" a duecento metri in linea d'aria, la più frequentata
discoteca di Chaweng (insieme al più distante "Reggae Pub") ce
l'avevo sostanzialmente sull'uscio di casa: praticamente impossibile
riuscire ad addormentarsi prima di una certa ora (se lo volevi).
Viaggio in Thailandia , a Bangkok : giorno 82. A dire la verità, adesso che mi ricordo Sao non fu l'unica topolina
che mi caricai a titolo precauzionale (in Thailandia è facile
perdere il conto delle donne), perché, dopo molte insistenze,
nell'ultima capatina a Lamai per prendere gli ultimi bagagli,
riuscii finalmente a rimorchiare una fighetta davvero carina e
spigliata che avevo conosciuto la sera prima ad un bar, Ketsouda mi
pare si chiamasse. Ma, una volta approfondita la conoscenza nel mio
nuovo bungalow, puntualmente arrivò la sua richiesta di saldo,
accompagnata da una bella stilettata per lo stupore da me
manifestato alla sua richiesta:
"You crazy, you don't pay for lady?" ("Sei matto non paghi per le
ragazze?")
come a dire: "Ma da 'ndo cazzo vieni?"
Viaggio in Thailandia ,
a Bangkok : giorno 83.
Io ero ancora della mia
ingenua convinzione che se avevo dovuto insistere per averla, lo
dovevo al fatto che lei fosse una "brava ragazza". Dovetti ben
presto cominciare a riconsiderare le mie convinzioni sulle "brave
ragazze", almeno in Thailandia.
Viaggio in Thailandia , a Bangkok : giorno 84. Tornando ai miei amici mi dissero di non essere particolarmente
entusiasti della vacanza, a parte Bangkok Ti credo: a nord il
trekking se lo erano fatti di un giorno solo (le donne sono sempre
una palla al piede), a Samui non si erano mai allontanati da Chaweng,
dove a parte le discoteche e la vita notturna non c'è altro (avessero
affittato dei motorini avrebbero scoperto autentiche meraviglie), i
maschietti, pur single, non volevano sputtanarsi agli occhi delle
femminucce usufruendo dei servizi in loco, insomma, che cazzo
c'erano venuti a fare in Thailandia? Mi mancava Bangkok ! Come se non bastasse,
serpeggiava tra loro un nervosismo latente, come sempre si verifica
quando in una vacanza si parte in otto persone di cui chi la vò
cotta e chi la vò cruda, tutti tendenzialmente viziatelli e figli di
papà.
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